Roma – Le carni suine italiane possono essere nuovamente esportate in Serbia. E’ stato infatti raggiunto l’accordo tra i due Stati, formalizzato attraverso lo scambio di nuovi modelli di certificati sanitari tra l’Ambasciata d’Italia a Belgrado e il ministero dell’Agricoltura serbo. Il blocco totale delle importazioni italiane era stato deciso nel 2022 a seguito dei focolai di peste suina africana nel nostro Paese.
L’accordo introduce il principio della “regionalizzazione“, come spiega una nota del Masaf. Sarà possibile esportare liberamente ogni tipologia di prodotto proveniente dalle zone indenni. Per quanto riguarda le aree interessate dai focolai, la Serbia ha accettato il principio di efficacia dei trattamenti di inattivazione del virus, consentendo l’export dei prodotti sottoposti a cottura o a stagionatura superiore ai sei mesi.
“Si tratta di una buona notizia per le nostre aziende e per il comparto suinicolo nazionale”, ha dichiarato il ministro Francesco Lollobrigida. “Grazie al lavoro dei nostri tecnici e a un’efficace attività diplomatica riapriamo un mercato strategico, garantendo la piena valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari nel rispetto della sicurezza”.