Roma – Le importazioni in Italia nel settore dei cereali, farine proteiche e semi oleosi, nei primi 10 mesi del 2025, sono aumentate del +1% a volume e a valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Come riporta Anacer, l’associazione nazionale dei cerealisti, le importazioni complessive dei cereali in granella passano da 14,15 a 14,28 milioni di tonnellate, con un aumento di circa 134mila tonnellate (+1%) e un controvalore di 137,6 milioni di euro (+3,9%). L’aumento dei quantitativi importati si deve soprattutto al grano tenero (+249.000 t, pari a +65,1 milioni di euro) e al grano duro (+116.000 t, con valori in calo di 46,5 milioni di euro); si riduce invece l’import di mais. Le importazioni di farine proteiche aumentano del +9,8%, mentre si riduce l’import di semi e frutti oleosi. Gli arrivi dall’estero di riso aumentano di circa 58mila t, pari a +12,7 milioni di euro.
Le esportazioni dall’Italia dei principali prodotti del settore sono aumentate a volume del +4% e diminuite a valore del -0,6%. Nel periodo in esame risultano in aumento in particolare le vendite all’estero di farina di grano tenero e di semola di grano duro. Le esportazioni di riso diminuiscono di 31.200 tonnellate, pari a -36,5 milioni di euro. Aumenta l’export di cereali in granella (+42%), dovuto soprattutto al grano tenero.
Come riportato dal comunicato di Anacer, i movimenti valutari relativi all’import/export del settore cerealicolo hanno comportato nei primi dieci mesi del 2025 un esborso di valuta pari a 7.088,3 milioni di euro (7.020,6 nel 2024) e introiti per 4.915,7 milioni di euro (4.943,5 nel 2024). Il saldo valutario netto è pari a -2.172,6 milioni di euro, contro -2.077,1 milioni di euro nel 2024.