La Croazia chiede all’Ue di registrare il Prosěk. Zaia: “Scandaloso che l’Europa consenta di dare corso a simili procedure”

2021-07-02T10:04:29+01:002 Luglio 2021 - 10:04|Categorie: Vini|Tag: , , , , |

Bruxelles (Ue) – Dopo averci già provato nel 2013, ottenendo in risposta un no da Bruxelles, la Croazia è tornata ad avanzare una nuova richiesta di avvio delle procedure per il riconoscimento, a livello comunitario, della menzione Prosěk da abbinare alla denominazione di un vino bianco locale. Non si è fatta attendere la reazione di Paolo De Castro, coordinatore del Gruppo S&D alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo, che in una lettera inviata al commissario all’Agricoltura Janusz Wojciechowski chiede di fermare la procedura prima della pubblicazione in Gazzetta ufficiale Ue della domanda croata. “Non possiamo tollerare che la denominazione protetta Prosecco diventi oggetto di imitazioni e abusi, in particolare nell’Unione europea”, ha affermato l’eurodeputato. “Senza contare che al momento della sua adesione all’Ue, la Croazia non aveva chiesto la protezione della denominazione Prošek, consapevole del fatto che fosse in conflitto con la tutela riservata al nostro Prosecco”. “Ogni tanto ci riprovano, come un vecchio tormentone”, ha commentato il governatore del Veneto, Luca Zaia. “Ma il Prosecco ha una sua identità che non può essere assolutamente confusa. È scandaloso che l’Europa consenta di dare corso a simili procedure: non si tratta soltanto di scongiurare la confusione sui mercati ma di salvaguardare un diritto identitario”.

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