Lactalis Italia contribuisce al Pil con 2,8 miliardi di euro. Il commento dell’Ad, Giovanni Pomella

2023-12-01T12:20:25+01:001 Dicembre 2023 - 12:20|Categorie: Formaggi, in evidenza|Tag: , |
Milano – ‘Insieme per alimentare il futuro’: è questo il titolo dello studio di impatto presentato oggi, nel nuovo headquarter milanese di Largo Tazio Nuvolari di Lactalis Italia. Realizzato anche per questa seconda edizione insieme a The European House Ambrosetti, il report mira a individuare le ricadute di tipo economico, ambientale, sociale e cognitivo del gruppo, a partire dai dati del 2022. Ne emerge, in breve sintesi, che, “con un valore generato pari a 7,5 miliardi di euro, il contributo al Pil italiano del gruppo è pari a 2,8 miliardi. Numeri che sono diretta conseguenza dei grandi investimenti realizzati nel bel paese, non da ultima l’acquisizione di ambrosi la scorsa estate, che ha permesso al gruppo di consolidarsi nel segmento delle Dop”. Per il biennio 2023-2034, inoltre, è previsto un investimento di 160 milioni di euro concentrato sulle attività di sostenibilità, ricerca&sviluppo, logistica, ammodernamento degli stabilimenti e valorizzazione delle Dop, e include anche la nuova sede del gruppo.
Presente alla conferenza stampa Giovanni Pomella, Ad di Lactalis Italia, che ha rivelato che “per il 2023 è atteso un fatturato in leggera crescita per effetto dell’inflazione”. “I volumi infatti”, ha spiegato Pomella, “risultano leggermente negativi di circa 1-2% a seconda che si tratti del segmento latte o formaggio. Per il nuovo anno, invece, ci aspettiamo un inizio 2024 non facile in termini di consumi: abbiamo sicuramente superato la fase più acuta degli aumenti e ora i rinnovi contrattuali dovrebbero ridare potere d’acquisto al consumatore e il panorama dovrebbe stabilizzarsi in termini di consumi. Rimane un tema importante il costo del denaro che ha naturalmente un effetto sulle possibilità di acquisto delle famiglie. In tal senso, abbiamo partecipato volentieri all’iniziativa del ‘Carrello anti-inflazione’”.
Oltre all’acquisizione di Ambrosi, l’estate di Lactalis Italia ha visto la denuncia da parte di Coldiretti per pratiche sleali, che Pomella ha così commentato: “Non abbiamo nessuna evidenza. Il prezzo che è stato pagato nel 2023 è il più alto di sempre: sopra i 50 centesimi al litro”.
Quanto allo sviluppo dei prodotti, Pomella ha affermato: “Occorrerà lavorare sulla definizione a livello normativo del prodotto”. Forse il gruppo intende investire nelle alternative al latte? “Noi siamo identificati con latte e formaggio. Non abbiamo l’attitudine per pensare che un’alternativa esista. Il nostro focus è il formaggio e le Dop sono un elemento chiave della nostra strategia di crescita”, ha subito chiarito Pomella. “Le denominazioni di origine sono un trait d’union tra la tradizione e l’innovazione. Quest’ultima rimane uno strumento importante di crescita. Quanto ai trend del momento, abbiamo sviluppato prodotti a ridotto contenuto di grassi, a ridotto contenuto di sale e senza lattosio, su cui si può lavorare per andare incontro alle nuove abitudini di consumo, senza uscire dunque dalla produzione di formaggio e di latte, ma, anzi, proponendo prodotti più equilibrati”.
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