Manodopera irregolare in un prosciuttificio del parmense. Sequestri per un milione di euro

2021-02-08T11:58:15+01:008 Febbraio 2021 - 11:57|Categorie: Carni, in evidenza, Salumi|Tag: , , |

Parma – Dopo un’attenta indagine iniziata nel luglio 2020, la Guardia di finanza di Parma ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di un milione di euro a carico di Marzolara food processing, prosciuttificio appartenente a un gruppo friulano con uno stabilimento a Calestano). Da quanto si apprende, il meccanismo era finalizzato a ottenere un risparmio di Iva mediante l’utilizzo di contratti di appalto non regolari stipulati con una cooperativa con sede a Milano, con cui erano stati assunti alcuni dei lavoratori impiegati nello stabilimento. In particolare, nel luglio 2020 i finanzieri hanno eseguito una perquisizione presso lo stabilimento della società. Nel corso dell’ispezione, hanno rilevato come i lavoratori della società appaltatrice svolgessero sulle linee di produzione della società ispezionata, sin dal 2018, prestazioni lavorative sotto il diretto controllo disciplinare e organizzativo del responsabile della produzione della Marzolara food processing, lavorando ia contatto con i dipendenti. Gli approfondimenti hanno evidenziato che numerosi lavoratori fossero impiegati per diversi anni all’interno dello stesso stabilimento di produzione, formalmente alle dipendenze di molteplici società o cooperative succedutesi nel tempo e successivamente poste in scioglimento e liquidazione. Le fatture emesse dalla cooperativa per le somministrazioni irregolari di manodopera, dissimulate da contratti d’appalto, per un ammontare di circa sei milioni di euro tra il 2018 e 2019, “sono qualitativamente false in quanto rappresentano una realtà economica diversa da quella effettivamente riscontrata”, sottolinea la Procura. L’evasione dell’imposta sul valore aggiunto è stata quantificata in 1.048.481 euro. Il Gip ha emesso poi un decreto di sequestro preventivo per tale cifra sui conti bancari della società e sui conti bancari e quote societarie nella disponibilità del legale rappresentante, che risulta indagato per l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e per indebita compensazione di imposte.

 

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