Mercato suinicolo mondiale, Rabobank: nel 2026 alta volatilità

2026-02-09T15:18:52+01:009 Febbraio 2026 - 15:03|Categorie: Carni, in evidenza, Salumi|Tag: , , |

Utrecht (Olanda) – Secondo l’analisi trimestrale Global Pork Quarterly di Rabobank, dopo un primo semestre caratterizzato da offerta di suini abbondante e prezzi sotto pressione, nella seconda metà del 2026 è attesa una riduzione della produzione mondiale, con potenziale ripresa dei prezzi.

Questa situazione, spiega il portale Teseo by Clal, sarà favorita soprattutto dalla Cina, che punta a ridurre il numero di scrofe di circa 1 milione di capi (da 40,3 milioni a settembre 2025 a 39 milioni presunti a fine 2026) per contrastare la sovrapproduzione. A livello globale, le criticità sanitarie continueranno a limitare la ricostruzione delle mandrie in Cina, Unione europea e Stati Uniti. La Psa, inoltre, continua a diffondersi in Vietnam e nelle Filippine, ostacolando la ripresa della produzione locale.

Sempre sul piano internazionale, il Messico introduce quote e indagini antidumping sul suino Usa, mentre in Asia continuano i blocchi all’import dalla Spagna per la Peste suina africana. L’export europeo deve fare i conti con i dazi antidumping cinesi, a vantaggio di Paesi come il Brasile. La domanda globale di carne suina è attesa complessivamente stabile nel 2026.

Costi dei mangimi relativamente favorevoli e nuove tecnologie contribuiscono a migliorare l’efficienza produttiva, ma la crescita resterà contenuta, anche per la crescita di eventuali altri costi (dall’energia ai mezzi tecnici). Nel complesso, il settore affronta un anno di aggiustamento, con sanità animale e politiche commerciali al centro delle strategie di filiera

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