Milano – “Ogni guerra è una sconfitta per il genere umano”, dichiara a La7 il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. “Dal punto di vista economico avevamo già lanciato l’allarme competitività. L’ennesima guerra in corso ci preoccupa per vari motivi: il primo è che i paesi del Golfo sono un mercato importantissimo, 32 miliardi di interscambio, con 11 miliardi di saldo positivo, e che ha sempre generato aumenti a doppia cifra. Il blocco dello stretto di Hormuz vuol dire aumentare il viaggio delle navi di 15 giorni e avrà una coda lunga”, ha detto Orsini.
Prosegue Orsini, come si legge sul Sole: “Speriamo che arrivi velocemente il decreto bollette. Già prima non ci portava a livelli competitivi come la Francia e la Spagna all’interno dell’Europa. Il costo impatterà ancora di più: venerdì avevamo il prezzo dell’energia a 107 euro Mwh, oggi siamo a 151, è un problema sia per le imprese che per le famiglie”.
È necessario, ha sottolineato il presidente di Confindustria, “bloccare le speculazioni finanziarie sull’energia, ad una settimana dal conflitto i prezzi che vediamo sono improponibili. La speculazione sta drogando i mercati, mettendo in difficoltà le imprese italiane ed europee“.
L’Europa “si deve svegliare. Lo diciamo dal 2024. Se vogliamo un’Europa unita dobbiamo costruire tre cose fondamentali: un mercato unico dell’energia, un mercato dei capitali che funzioni e una difesa unica. E occorre la neutralità tecnologica”.
“In un momento come questo”, continua, “sforare il Patto di stabilità sarà un altro ragionamento da mettere in campo. La Germania ha stanziato 26 miliardi per i costi dell’energia, la Francia ha calmierato il prezzo a 70 euro Mwh. Noi purtroppo non abbiamo capacità finanziaria. Ma dobbiamo salvaguardare le imprese, e con loro i lavoratori, perché ciò vuol dire la tenuta sociale del paese. Su 4 milioni di aziende in Italia, le 250mila sopra i 10 dipendenti mantengono l’83% del welfare italiano. È un fatto di sicurezza nazionale, serve un percorso che non vedo. E non si può non utilizzare la parola responsabilità europea”.