Parma – Grazie alle ottime performance di questi anni, Parmacotto anticipa l’uscita dal concordato. Un risultato eccezionale portato a termine con acquisizioni (Cibo Italia e Boschi Fratelli) e con una presenza sempre più capillare del brand in Italia e all’estero. L’azienda archivia così una crisi iniziata nel 2014, tanto da chiudere in dicembre il piano concordatario, con ben due anni di anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista. Come spiega l’Ad Andrea Schivazappa al Sole 24Ore, lo sforzo dell’azienda si è concentrato “sul recupero dell’efficienza della catena produttiva, sulla revisione di tutte le fasi di lavorazione e della procedura acquisti, con l’implementazione di un sistema di controllo di gestione che ci ha permesso di apportare le modifiche necessarie in modo razionale e con i tempi giusti. […] Per completare il nostro progetto positivamente abbiamo mantenuto un’idea che ci ha sempre accompagnato nel nostro percorso. E cioè che le ristrutturazioni non devono passare solo ed esclusivamente da tagli del personale. Siamo anche molto orgogliosi di esserci riusciti”.
Parmacotto: piano concordatario chiuso con due anni di anticipo
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