Reggio Emilia – Quattro persone agli arresti domiciliari, fra cui il direttore del Centro servizi per l’agroalimentare, Sandro Sandri, e i due titolari di un caseificio di produzione del parmigiano reggiano. 2.400 forme della Dop sequestrate e destinate ad essere distrutte. Sono i numeri dell’operazione condotta ieri dai Nas di Parma e coordinata dalla Procura, secondo cui gli arrestati avrebbero truccato analisi e omesso di segnalare mais contaminato da aflatossine. Le accuse sono associazione e delinquere finalizza al falso in atto pubblico, adulterazione di alimenti, commercializzazione di sostanze alimentari nocive e di prodotti non genuini come genuini e tentata truffa aggravata finalizzata alla ricezione di erogazioni pubbliche della Regione per il latte qualità. Altre 63 persone risultano indagate dalla magistratura. Soddisfazione è stata espressa per l’operazione dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha commentato: “I risultati dell’indagine ci rassicurano sulla limitatezza dei casi, che riguardano solo una parte della produzione. Per questo possiamo tranquillizzare i consumatori italiani e stranieri”.
Parmigiano reggiano, aflatossine: quattro arresti e 2.400 forme sequestrate
RepartoGrafico2014-06-19T17:02:09+01:0019 Giugno 2014 - 16:14|Categorie: Formaggi|Tag: aflatossine, Beatrice Lorenzin, parmigiano reggiano|
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