di Angelo Frigerio
Roma – Tre aziende, alcune catene della Gdo, un patto nascosto di non concorrenzialità: sono i punti fermi di un’indagine dell’Antitrust che sta per concludersi. Con multe salate all’orizzonte.
Tutto comincia con un’istruttoria dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sul presunto “cartello delle patatine” avviata il 26 settembre del 2024 (leggi qui). Amica Chips, Pata e Preziosi Food (inserita in un secondo momento, il 23 dicembre, sempre del 2024) avrebbero, secondo l’Agcm, “coordinato le proposte di prezzo da presentare alle catene della Gdo per la vendita, a livello nazionale, delle patatine prodotte”. Non solo “le aziende si sarebbero coordinate per ripartire tra di loro la clientela, mantenendo in tal modo i prezzi a un livello sopra-concorrenziale”.
Oggi emergono altri dettagli, secondo quanto si apprende da un articolo pubblicato su Milano Finanza. Secondo il quotidiano, sarebbero in arrivo multe fino a 10 milioni di euro. Pata e Amica Chips, a cui successivamente si sarebbe aggiunta Preziosi Food, avrebbero iniziato il patto di non belligeranza a partire dal 2016. Attraverso messaggi, mail e altro, le tre aziende si sarebbero scambiate le condizioni offerte alle varie catene Gdo in modo da guidare e condizionare l’assegnazione delle commesse. E ci sono anche i nomi: Aldi, Lidl, Coop, Penny, Conad, Selex, Esselunga, Eurospin. Chiaramente non a conoscenza del presunto cartello.
Ma come funzionava il patto? Un esempio su tutti, sempre citato da Milano Finanza: nel luglio 2022 Amica Chips deve presentare un’offerta al Gruppo Selex, cliente di Pata, e formula tariffe volontariamente più care del concorrente. Logica conseguenza: non se ne fa nulla.
A questo punto si attendono le sanzioni dell’Antitrust. Ma la vicenda non finisce qui. Si potrebbero innescare delle azioni di risarcimento da parte delle catene interessate. Con un effetto domino dalle conseguenze inimmaginabili.
Pata, contattata da alimentando, ha così commentato la notizia: “L’indagine dell’Agcm è ancora in corso ed è, o almeno dovrebbe essere, coperta da riservatezza. Quindi riteniamo al momento impropria ogni dichiarazione al riguardo”.
Le altre aziende interessate non hanno rilasciato dichiarazioni in merito.