Roma – In occasione della presentazione del decimo rapporto ESG, Lara Ponti, vice-presidente di Ponti, azienda specializzata in aceti, sottaceti e condimenti, ha delineato le principali sfide e prospettive del gruppo. Tra le criticità attuali, come riportato da Il Sole 24 Ore, spicca la crisi dello stretto di Hormuz, che incide soprattutto su costi e tempi di trasporto più che sul consumo energetico diretto dell’azienda, grazie a un livello di autoproduzione pari al 20-30%.
Ponti ha evidenziato anche l’impatto dei dazi statunitensi che, pur non avendo influito direttamente sui costi, hanno favorito la crescita del fenomeno dell’Italian sounding, erodendo quote di mercato e rendendo più complessa la valorizzazione del Made in Italy. L’export rappresenta circa il 30% del fatturato, con una forte presenza nei mercati europei – in particolare Francia e Stati Uniti – oltre ad Asia e nuove opportunità nell’area Mercosur. Il gruppo, che ha raggiunto un fatturato di circa 116 milioni di euro, guarda al 2026 con prospettive di crescita nonostante un mercato italiano definito stagnante. La strategia si concentra quindi sull’espansione internazionale e sul rafforzamento della presenza sui mercati esteri.
Sul fronte ESG, il report evidenzia risultati significativi: oltre 115 milioni di euro di valore distribuito agli stakeholder, investimenti in innovazione e digitalizzazione, riduzione del 12,3% dei rifiuti e minore utilizzo di plastica negli imballaggi. L’azienda prosegue inoltre il percorso verso il Net Zero entro il 2040, attraverso iniziative che includono l’uso di PET riciclato, la tracciabilità tramite blockchain e lo sviluppo di filiere a zero sprechi basate sul recupero delle materie prime.