Roma – Roberto Rustichelli, presidente uscente dell’Antitrust, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella sua ultima Relazione alle Camere, definisce i dazi “uno strumento di malsana competizione tra gli Stati, capace di trasformare il commercio e la tecnologia in leve di potere geopolitico”.
Rustichelli ha ripercorso, nel proprio intervento, i suoi sette anni alla guida dell’Agcm, evidenziando come alcuni eventi di portata epocale – i dazi, il Covid e le guerre in Ucraina e nel Golfo Persico – abbiano messo in luce i temi della sicurezza economica, della concorrenza e dell’autonomia strategica. In questo quadro, Rustichelli ha sottolineato come allentare le regole antitrust, soprattutto in materia di concentrazioni, non renderebbe l’economia europea più competitiva. Anzi, “la concorrenza favorisce l’innovazione e produce efficienza” e renderebbe il sistema meno vulnerabili agli choc esterni, ad esempio per il caro energia.
Rustichelli ha sottolineato come “per favorire la crescita dimensionale delle imprese occorre integrare i mercati, semplificare il quadro degli oneri amministrativi e mantenere soltanto quei vincoli strettamente indispensabili”.