Milano – Si è svolto questa mattina l’evento ‘I costi nascosti della filiera del largo consumo‘, organizzato da GS1 Italy e Ecr Italia. Frutto della collaborazione con Politecnico di Milano, Liuc Università Cattaneo e 48 aziende del settore, l’analisi è stata realizzata per comprendere quanto le criticità e le inefficienze logistiche pesino concretamente sulla relazione tra produttori e Gdo e sull’operatività delle aziende in termini di margini, produttività e qualità del servizio. L’indagine ha individuato anche le leve su cui agire per ridurre le criticità e per arrivare così a migliorare l’efficienza complessiva del sistema del largo consumo. Nel corso dell’evento è stato rilevato che gli extra-costi valgono circa 200 milioni di euro, “e quasi sicuramente si tratta di una stima per difetto“, ha ricordato il professor Fabrizio Dallari, direttore centro logistica e supply chain della Liuc.
La natura inter-organizzativa degli extra-costi implica che le cause siano spesso distribuite lungo la filiera e che le responsabilità siano, almeno in parte, condivise o interdipendenti.
Nel comparto del fresco gli extra-costi rappresentano in media il 15% dei costi logistici totali, mentre nel secco l’incidenza si avvicina al 20%, ma esistono casi in cui gli extra costi risultano più che doppi rispetto ai valori medi del campione analizzato.
Durante il workshop sono state illustrate diverse case history sia dell’industria che della distribuzione: Despar Nord (Aspiag Service), Coop Italia, Coop Consorzio Nord Ovest, Gruppo Veronesi, Heineken Italia e Mondelēz Italia.
Tra le cause più ricordate dei costi nascosti, il disallineamento dei dati anagrafici (peso, dimensione, ecc.). Anche il tema dell’incremento dei resi è particolarmente sentito dalle aziende: oltretutto introduce un onere amministrativo maggiore per la corretta “imputazione” delle cause e quindi dei costi tra fornitore, operatore logistico e retailer.
Lo studio ha evidenziato come la misurazione dei differenziali di costo tra diversi modelli relazionali rappresenti uno strumento concreto per orientare le decisioni e individuare le aree di intervento. I risultati emersi costituiscono quindi una base analitica utile per sviluppare iniziative condivise di collaborazione logistica, finalizzate a ridurre le inefficienze e a generare maggiore valore nella catena del largo consumo.
In foto: Bruno Aceto, Ceo GS1 Italy