Milano – In Italia la povertà assoluta continua a coinvolgere milioni di persone e le attuali misure di sostegno al reddito sembrano non riuscire a intercettare tutti i nuclei in difficoltà. Secondo gli ultimi dati Istat, sono 2,2 milioni le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta, pari all’8,4% del totale, per un totale di 5,7 milioni di persone (9,8% della popolazione). A evidenziare le criticità del sistema sono anche l’Alleanza contro la povertà e il rapporto Caritas.
L’Assegno di inclusione, principale strumento di contrasto alla povertà, nel dicembre 2025 è stato percepito da 647 mila nuclei familiari, meno del 30% delle famiglie in povertà assoluta. La misura è infatti destinata ai nuclei con almeno un componente considerato ‘non occupabile’, come minori, over 60 o persone con disabilità. L’importo medio erogato è stato di 697 euro al mese per famiglia. Resta quindi esclusa una parte consistente della popolazione povera, composta da single e famiglie con componenti adulti considerati occupabili. Per queste persone è previsto il Supporto formazione lavoro, ma i numeri sono molto più ridotti: a dicembre 2025 i beneficiari erano 84.815, con un contributo di 350 euro mensili per un massimo di 12 mesi. Inflazione, aumento del costo della vita e salari fermi hanno contribuito a trasformare la povertà in un fenomeno strutturale, mentre gli strumenti di sostegno restano ancora frammentati.
Anche i dati Caritas confermano un quadro preoccupante: negli ultimi dieci anni è cresciuto del 191% il numero degli anziani over 65 che si rivolgono ai servizi dell’organizzazione. Aumentano inoltre le difficoltà legate all’abitazione, con 24mila persone senza dimora incontrate e molte famiglie in difficoltà nel sostenere affitti e utenze. Il dato più allarmante riguarda però i minori: sono 1,28 milioni quelli in povertà assoluta. Secondo Leonardo Becchetti, docente di Economia politica all’Università di Roma Tor Vergata, la povertà minorile produce conseguenze durature su salute, istruzione, alimentazione e opportunità future.
(ED)