Tutti a Milano!

2019-11-22T17:06:44+01:0022 Novembre 2019 - 17:05|Categorie: Carni, Salumi|Tag: |

Meda (Mb) – “I prezzi delle carni suine ormai da agosto 2019 registrano degli incrementi senza precedenti e, purtroppo, sembrerebbe che il brutto debba ancora venire! Incrementi di questo tipo stanno realmente mettendo in ginocchio le aziende di trasformazione (salumifici e affini). Infatti, se il trend sarà confermato, ma soprattutto se non vi si porrà un freno (politico), assisteremo nel giro di due anni a una vera e propria ecatombe di tantissime piccole, medie e grandi aziende del settore. La riflessione a questo punto nasce spontanea: ma quando, tra due anni, la Cina avrà risolto il problema e le aziende italiane saranno già fallite (drasticamente ridotte), a chi si venderanno tutti i suini? Salteranno quindi anche allevatori e macellatori? Ciò significa la distruzione di un’intera filiera”. Parole e musica sono di Vincenzo Brando, Direttore Generale di Antica Macelleria Falorni, che ieri mi ha inviato una lunga e accorata lettera. E’ l’ennesima di una serie. Per non parlare di telefonate, messaggi sms e whatsapp. Con un unico denominatore comune: “Facciamo in fretta qualcosa”.

La questione è spessa. Non si tratta delle solite oscillazioni del prezzo della materia prima ma di una crisi strutturale. Che, nasce dal diffondersi della peste suina in Cina. E che ha avuto come conseguenza l’abbattimento di circa 200 milioni di capi. Da qui l’affannosa ricerca di maiali in ogni parte del mondo. Con il conseguente aumento siderale dei prezzi. Una situazione che non potrà essere risolta a breve e rischia di minare pesantemente il settore. Anche perché molte catene della Distribuzione moderna appaiono sorde alle richieste di aumentare i listini. Incrementi che appaiono indispensabili per mantenere in piedi le aziende come pure i livelli occupazionali. Stiamo parlando di un settore, quello della salumeria, con migliaia di aziende di ogni dimensione, che complessivamente fattura 8 miliardi di euro all’anno, con una quota export pari a 1,5 miliardi. Per non parlare delle ricadute sull’indotto.

In questo scenario, dunque, il rischio è che vada in crisi un settore industriale che rappresenta una delle eccellenze del made in Italy nel mondo. Ecco da dove nasce l’incontro che si terrà martedì 26 novembre a Milano. Un convegno, proposto da chi scrive, e prontamente organizzato da Assica, che intende fare il punto sulla grave situazione che vive la filiera, alla presenza delle istituzioni, degli operatori e degli analisti internazionali. Ci saranno tutti: gli allevatori, i consumatori, i macellatori, le aziende di trasformazione, i sindacati, la distribuzione. Ma anche l’indotto, composto da chi fornisce le tecnologie e i servizi al settore.

Vista l’importanza dell’argomento, ha dato la sua adesione e ha confermato la sua presenza anche Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole alimentari, e forestali. L’obiettivo è quello di definire strategie – condivise da tutti gli operatori della filiera – di supporto alle aziende da parte del settore pubblico, al fine di contrastare il momento di crisi e valorizzare al meglio i prodotti della filiera dei salumi. Occorre dunque fornire un segnale forte e chiaro alla politica, alle istituzioni, all’opinione pubblica e alla distribuzione. Chiedo quindi a tutti di partecipare in massa all’evento del 26 novembre. Ne va del futuro nostro e del settore.

Per scaricare l’invito con tutte le informazioni per partecipare clicca qui

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