Asti Docg: intensificate le azioni di lotta alla contraffazione in Russia

Asti – L’Asti Docg dichiara guerra alla contraffazione in Russia. Il Consorzio di tutela della Denominazione piemontese, a seguito del ritrovamento sul mercato russo di un vino in lattina riportante la dicitura “Asti Docg”, ha organizzato un incontro con una delegazione del ministero dell’Agricoltura e del Servizio federale doganale di Mosca, a cui hanno preso parte anche rappresentanti dell’Icqrf. Il tavolo di confronto, svoltosi nella capitale russa la scorsa settimana, si è posto l’obiettivo di giungere a un protocollo condiviso con cui individuare i tratti fondamentali della Denominazione e aiutare i funzionari stranieri a distinguere l’originale dal contraffatto. Accanto a una copia del disciplinare di produzione dell’Asti Docg tradotto in lingua russa, il Consorzio ha segnalato gli elementi principali su cui gli uffici preposti alla vigilanza nel settore vitivinicolo dovrebbero concentrarsi: il confezionamento in vetro, le diciture in etichetta e la presenza obbligatoria della fascetta ministeriale sul collo della bottiglia, che consente di ottenere i dati di tracciabilità. “L’immissione a prezzi concorrenziali di prodotti qualitativamente inferiori, oltre a provocare un enorme danno economico, mina l’immagine del nostro vino, che anche in Russia è sinonimo di qualità e lusso accessibile”, sottolinea il direttore del Consorzio, Giorgio Bosticco. “Per questo, nello svolgimento dei poteri di tutela della Denominazione, il Consorzio dell’Asti Docg si impegnerà presso tutte le sedi preposte affinché tale fenomeno sia sconfitto ed i responsabili ne paghino le giuste conseguenze”.


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