Cresce l’export 2020 di formaggi italiani grazie ai freschi e al mercato Ue

Milano – Si chiude con segno positivo il primo semestre sul fronte dell’export di formaggi italiani. Il comparto, trainato dai volumi dei freschi, cresce di +3% a volume e di +0,8% a valore. I dati sono di Assolatte, che fornisce il dettaglio per ciascuna tipologia di formaggio: +14,1% i freschi, +6,2% i grattugiati, +1,3% la mozzarella. Stabili, invece, le prestazioni dei duri, grana padano e parmigiano reggiano, con +0,6%. Soffrono gli altri stagionati, a esclusione del gorgonzola Dop, che invece fa segnare un incremento a volume di +3,2% e a valore di +1,1%. La crescita è legata specialmente alle performance del mercato comunitario. Infatti crescono addirittura a doppia cifra alcuni mercati, come Paesi Bassi, Belgio e Francia. Quanto alle destinazioni extra-europee, crescono Canada (+46%) e Corea del Sud (+18%). Si conferma, invece, il calo dell’export dei formaggi italiani negli Stati Uniti (-22,9%) e Giappone (-7,7%). “Possiamo essere ragionevolmente ottimisti per il prossimo futuro”, conclude Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte. “In un quadro preoccupante come quello italiano, le esportazioni agroalimentari nel 2020 sono state le meno colpite: durante il lockdown la produzione non ha subito drastici arresti e il calo della domanda interna è stato contenuto dall’aumento della spesa per alimenti nei canali della distribuzione”.


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