Milano – Non tutte le insegne della grande distribuzione hanno registrato numeri da record durante la pandemia. Alcune catene stanno facendo ricorso agli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti. Lo rivela oggi il Corriere della Sera. Il problema riguarda gli ipermercati lontani dai centri urbani, infatti “l’emergenza ha colpito le grandi superfici di vendita alimentari, a causa delle restrizioni agli spostamenti e alla chiusura, fino a pochi giorni fa, dei centri commerciali”, spiega al quotidiano Francesco Quattrone, direttore dell’Area lavoro e sindacale di Federdistribuzione. “In questi mesi il fatturato degli ipermercati è diminuito mediamente del 20-30% ed è stato inevitabile chiedere la cassa integrazione per la perdita di ore lavorate”. Tra gli accordi di Cig già sottoscritti figurano quelli di Iper: per 254 addetti su 323 ad Arese (Mi), per 249 su 303 a Rozzano (Mi), per 60 su 242 e 38 su 371 in due punti vendita milanesi. Carrefour, invece, ha chiesto 263.538 ore complessive di cassa integrazione per i dipendenti degli store dell’hinterland milanese di Carugate, Assago, Paderno Dugnano, San Giuliano, Limbiate e Giussano. Il Gigante, infine, ha chiesto e ottenuto gli ammortizztaori per 26 dipendenti.
Coronavirus, ipermercati del milanese chiedono la cassa integrazione per i dipendenti
RepartoGrafico2020-05-25T12:40:59+01:0025 Maggio 2020 - 12:40|Categorie: Retail|Tag: Carrefour, coronavirus, iper|
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