Bologna – La strategia di crescita di Bologna Fiere punta su estero e ampliamento del portafoglio eventi. Il percorso passa meno dal quartiere espositivo e più dalla costruzione di un ecosistema integrato. Spiega a Repubblica Antonio Bruzzone, Ad di Bologna Fiere: “Le sfide che abbiamo davanti richiedono un ragionamento complesso che coinvolge insieme fiera e territorio: solo così possiamo competere con gli avversari internazionali. Non basta il quartiere espositivo, serve un ecosistema fatto di collegamenti internazionali efficienti, capacità alberghiera adeguata e una connessione forte tra il momento fieristico e il dopo-fiera”.
“Per questo”, continua, “dobbiamo mettere a sistema aeroporti, trasporti rapidi tra aeroporto e quartiere e rete degli hotel: il nostro sviluppo come polo fieristico è sempre più integrato con un piano territoriale molto più ampio”. La crescita, dunque, passa dall’ampliamento e dall’internazionalizzazione del portafoglio: “Stiamo lavorando molto sui comparti pet e beauty, dove registriamo risultati positivi. In particolare, nel pet stiamo portando avanti un percorso di forte sviluppo sui mercati esteri. Puntiamo inoltre su altri settori dove esistono ancora ampi margini di crescita oltre confine, come il vino“, spiega Bruzzone.
Inoltre a Londra, in aprile, verrà organizzato Wines Experience, appuntamento che permetterà alle cantine italiane di presentare i propri prodotti. “Altri mercati con grande potenziale, sui quali investiamo in una logica di lungo periodo, sono Messico e Vietnam: nel nostro settore difficilmente si raggiunge la maturità nelle prime edizioni, bisogna attendere”, spiega l’Ad. L’obiettivo è rafforzarsi anche nei comparti food e Horeca. Quanto alle nuove acquisizioni, sottolinea ancora Bruzzone, “in Italia le opportunità sono sempre meno perché il mercato fieristico è ormai maturo: per questo pensiamo a operazioni internazionali”.