Report manda in onda un servizio con immagini impressionanti su un allevamento riconducibile al Gruppo Aia/Veronesi

2026-04-17T09:26:41+02:0017 Aprile 2026 - 09:26|Categorie: Carni, in evidenza|Tag: , , |

Di Angelo Frigerio

Verona – Galline con profonde ferite sul corpo, carcasse lasciate in giro, animali che si beccano fra loro, polli zoppi, con stereotipie, incastrati nelle mangiatoie: il servizio messo in onda da Report nella puntata del 14 aprile non poteva essere più esplicito. Le immagini dell’allevamento visitato dalla giornalista Giulia Innocenzi, coadiuvata dai volontari di Essere Animali, gettano una luce fosca sulle modalità con cui vengono trattati galli e galline nei capannoni di una ditta direttamente collegata al gruppo Aia-Veronesi. Una realtà che fattura cinque miliardi di euro, primo operatore nazionale nel sistema avicolo, con una presenza significativa anche in quello suinicolo con il brand Negroni. Per chiarezza vale la pena sottolineare però che la produzione avicola avviene attraverso contratti di soccida. Ovvero accordi agrari associativi in cui il soccidante (proprietario del bestiame) e il soccidario (allevatore) collaborano nell’allevamento per ripartirsi l’accrescimento del bestiame e gli utili prodotti.

Aia si difende e in una nota stampa sottolinea proprio questo aspetto: “Le attività di allevamento sono svolte primariamente da aziende agricole indipendenti, attraverso contratti di soccida. Tali contratti prevedono il rispetto della normativa igienico-sanitaria, del benessere animale e la conduzione dell’allevamento ispirata alla diligenza, elementi che costituiscono parte fondamentale dei vincoli contrattuali cui i soccidari sono tenuti”. L’azienda veronese ribadisce inoltre che ci sono periodiche attività di monitoraggio e controllo: “In un anno mediamente vengono impiegate oltre 1.900 ore di formazione specifica dedicata agli operatori del settore e vengono effettuate circa 40.000 visite presso le strutture dei soccidari da parte di nostro personale qualificato”.

A questo punto appaiono giuste e doverose alcune domande al Gruppo Aia Veronesi: E’ vero tutto quello mostrato da Report? E, se la risposta è affermativa, quali misure intendete adottare nei confronti dell’allevamento in questione?

 

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