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L’Ue incentiva il manifatturiero ‘made in Europe’. Slitta al 4 marzo la presentazione dell’Industrial accelerator act

2026-02-23T14:04:36+01:0023 Febbraio 2026 - 14:04|Categorie: Tecnologie|Tag: , |

Milano – Un piano per sostenere il ‘made in Europe’ e contrastare la concorrenza, in primis quella asiatica, invertendo quel trend di declino del manifatturiero che ha visto la quota dell’Ue sul valore aggiunto industriale globale scendere dal 20,8% del 2000 al 14,3% nel 2020. È l’questo l’obiettivo dell’Industrial Accelerator Act, piano sviluppato dalla Commissione europea e di cui circolano in queste ore le prime bozze.

La presentazione ufficiale era prevista per giovedì 26 febbraio, ma è stata rimandata al 4 marzo.  Interessa in modo particolare settori ad alta intensità energetica – tra cui chimica e gomma-plastica -, tecnologie net-zero e automotive, che rappresentano circa il 15% della produzione manifatturiera europea.

Tra le norme presenti nel documento ci sarebbero misure di semplificazione normativa e incentivi, come contribuiti per l’acquisto di veicoli elettrici con almeno il 70% dei componenti di provenienza europea; quota che passa al 25% per i prodotti in alluminio e al 30% per le materie plastiche utilizzate in edilizia, secondo le indiscrezioni riprese da alcuni organi di stampa.

Il documento dovrebbe prevedere anche nuove condizionalità per gli investimenti diretti esteri di valore superiore a 100 milioni di euro, la costruzione di nuove ‘aree di accelerazione industriale’ (sul modello Zes) e un sistema digitalizzato di certificazione e valorizzazione di prodotti di alta qualità a basse emissioni di carbonio.

Secondo quanto riporta Affari&Finanza, è prevista anche la creazione di ‘etichette’ digitalizzate che permetteranno di individuare i prodotti realizzati in Europa o nei Paesi riconosciuti come ‘affini’ (quindi partner commerciali), per i quali è prevista una sorta di precedenza negli appalti o nelle aste pubbliche nazionali e transnazionali.

 

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