Surgelati, nel 2025 consumi domestici in aumento: 642 mila tonnellate nelle case degli italiani

2026-02-25T11:19:30+01:0025 Febbraio 2026 - 11:19|Categorie: Surgelati|

Milano – Continuano a crescere i consumi di alimenti surgelati nelle famiglie italiane. Secondo i dati 2025 rilevati da NielsenIQ per IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, il solo canale retail (consumi domestici) registra un +1,1% rispetto al 2024, per oltre 642mila tonnellate consumate. In attesa dei numeri complessivi che includeranno anche il fuori casa, il trend conferma la crescita costante degli ultimi anni.

Gli italiani scelgono prodotti surgelati per praticità, sicurezza, qualità nutrizionale e convenienza economica. Un comparto che, secondo il presidente IIAS Giorgio Donegani, rappresenta oggi un simbolo di qualità, bontà e riduzione degli sprechi, grazie alla lunga conservazione.

Sul podio delle categorie più amate restano i vegetali surgelati, primi con quasi 207mila tonnellate consumate nel 2025, segno di una crescente attenzione a un’alimentazione equilibrata e ricca di proteine vegetali. Segue il pesce surgelato (naturale e preparato), che consolida la ripresa con 104mila tonnellate e un +3,5%. Terze le patate, con quasi 93mila tonnellate (–0,9%). In crescita anche pizze surgelate (+3%, oltre 72mila tonnellate) e piatti pronti (+1,8%, quasi 68mila tonnellate), trainati da varietà dell’offerta, qualità degli ingredienti e convenienza. Una pizza surgelata costa meno della metà rispetto al delivery, per il quale si spendono mediamente 7,18 euro a pizza. Buone performance anche per la carne, soprattutto quella avicola, che registra 19.500 tonnellate consumate. Bene anche le referenze senza glutine (oltre 9.660 tonnellate) e pane e paste (5.300 tonnellate), pur restando segmenti più piccoli.

I dati illustrano inoltre che oggi i surgelati sono presenti in quasi tutte le famiglie italiane, con punte vicine al 100% tra i nuclei più numerosi. Secondo un’indagine AstraRicerche per IIAS, oltre un italiano su due li consuma abitualmente: in 4 casi su 5 risultano più convenienti rispetto agli equivalenti freschi, confermando il loro elevato rapporto qualità-prezzo.

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