Scaroni (Enel): “La crisi iraniana finirà presto. Non sarà una replica del 2022 per i prezzi di petrolio e gas”

2026-03-05T11:00:55+01:005 Marzo 2026 - 11:00|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , , , , |

Milano – Paolo Scaroni, presidente di Enel ed ex Ceo di Eni, commenta la crisi iraniana al Sole 24 Ore: “Nel caso del petrolio credo che la ripartenza sarà relativamente rapida e nel caso in cui non lo fosse ci sono comunque scorte molto ampie, anche nel mondo occidentale. Nell’Ocse sono stimate intorno a 4 miliardi di barili, tra greggio e prodotti raffinati. Non mi aspetto carenze”. Scaroni dunque non si attende particolari tensioni sul prezzo del petrolio, mentre sul gas è un altro discorso: “Gli stoccaggi sono molto meno abbondanti. Se il riavvio della produzione di Gnl dovesse essere lento allora certamente il mercato ne soffrirebbe, anche se in questo momento lo stop alle forniture dal Qatar mette in difficoltà soprattutto i Paesi asiatici: i carichi andavano in gran parte in India, Pakistan, Bangladesh, Cina”. Va detto che il gas proveniente dal Qatar “soddisfa solo l’8% del nostro fabbisogno. Inoltre l’Italia ha scorte di gas più elevate di altri Paesi europei. E ormai si va verso la bella stagione”, prosegue.

La crisi iraniana “non sarà una replica del 2022”, quindi non sarà paragonabile alle conseguenze della guerra russo-ucraina: “Non dimentichiamo che nell’estate 2022 il prezzo del gas a un certo punto era salito a 340 euro per Megawattora al Ttf, mentre oggi è intorno a 50 euro: un livello elevato, per carità. Ma rinunciare alle forniture russe – scelta che ritengo giusta dal punto di vista morale – ha ridotto in modo sostanziale l’offerta di gas per l’Europa occidentale”. La situazione dovrà arrivare presto a una svolta, secondo Scaroni, perché è nell’interesse di tutti, “anche dei pasdaran, che già in passato si sono dimostrati pragmatici”.

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