Luigi Rubinelli
I consumi sono strettamente legati ai bisogni, distinguendosi in primari (sopravvivenza) e secondari (sociali/culturali). La nostra società sposta spesso il focus su bisogni indotti e desideri, trasformando il consumo in un’esigenza di appagamento psicologico. Una gestione consapevole, come la regola 50/30/20, equilibra bisogni, desideri e risparmio: secondo questo metodo, il reddito mensile può essere suddiviso in tre macro aree, ognuna con una funzione ben precisa nella gestione delle finanze personali: il 50% del reddito è destinato ai bisogni; il 30% ai desideri; il 20% al risparmio.
Ecco i punti chiave sui consumi come bisogni:
- La gerarchia dei bisogni di Maslow: I consumi soddisfano una piramide che parte dai bisogni fisiologici (fame, sete), passa per sicurezza e appartenenza, fino alla stima e autorealizzazione.
- Bisogni verso desideri: Mentre i bisogni sono assoluti (necessità), i desideri sono specifici beni scelti per soddisfarli. Il consumismo trasforma i desideri in necessità.
- Consumo etico e consapevole: Priorità ai bisogni reali rispetto ai desideri, considerando l’impatto ambientale e sociale.
- Fattori psicologici: Gli acquisti sono guidati da emozioni, personalità e identità.
- Evoluzione dei consumi: La pandemia e l’invecchiamento della popolazione hanno modificato le priorità, spostando l’attenzione verso la salute, la sicurezza e la silver economy.
Vi proponiamo due casi di comunicazione sui quali riflettere
La comunicazione operativa di Flyingtiger (la catena danese di negozi al dettaglio che propone articoli di design, gadget, articoli per la casa, giochi e accessori per feste, noti per lo stile scandinavo stravagante, i colori vivaci e i prezzi convenienti. I negozi sono progettati come percorsi a labirinto che stimolano la scoperta e il divertimento.
Le cose di cui hai bisogno variano, ma generalmente includono elementi essenziali per la vita, il benessere e la sicurezza e ovviamente li trovi in Flyingtiger.
I piccoli momenti quotidiani spesso regalano i sorrisi più grandi e collegandoli ai prodotti ovviamente li trovi in Flyingtiger.
Tutto quadra, non è vero?
Su questo i sociologi e gli psicologi potrebbero scrivere per un anno intero.
Non è facile ritrovare lo stesso spirito e la stessa ironia e la stessa immediatezza nei negozi della Gdo alimentare. Alimentando ne ha recensiti alcuni, come Alì (Gruppo Selex) e Tigros e Il Viaggiator Goloso (Finiper).
Ma nessuno ha mai osato scrivere questo:
‘Il pane è come l’amore, non se ne può fare a meno’: è il payoff della panetteria del supermercato Piccolo (Gruppo Végé) al Vulcano Buono di Nola (Na), ma lo si può trovare anche in altri negozi sempre di Piccolo.
È a cavallo fra amore e amare, volutamente, ed è una frase unica, potente, da bisogni della scala di Maslow
Questa frase sottolinea l’essenzialità del pane, descritto come un bisogno primario e irrinunciabile al pari dell’amore. Spesso usata per evidenziare la passione nella panificazione o il valore nutrizionale ed emotivo del pane caldo, la metafora sottolinea l’amore come ingrediente fondamentale e il suo ruolo vitale nella vita quotidiana.
- Il pane rappresenta il nutrimento fondamentale (sia fisico che emotivo), mentre l’amore rappresenta il bisogno di connessione e calore. Entrambi sono essenziali per il benessere umano.
- La frase è utilizzata per descrivere la cura e la dedizione nel fare il pane, spesso paragonata all’atto di amare.
In sintesi, l’espressione celebra il pane come un elemento vitale, caldo e indispensabile, che tocca il cuore e il corpo proprio come l’amore.
È una comunicazione unica nel suo genere, se proprio volete, molto napoletana: complimenti a Piccolo.


