Direttiva Sup: procedura d’infrazione contro l’Italia. Bruxelles invia parere motivato

2026-03-12T11:35:37+01:0012 Marzo 2026 - 11:35|Categorie: Tecnologie|Tag: , , , , |

Bruxelles (Belgio) – La Commissione europea torna a puntare i riflettori sull’attuazione italiana della normativa sulle plastiche monouso. Bruxelles ha infatti inviato un parere motivato nell’ambito della procedura d’infrazione Infr (2024)2053, ritenendo non ancora corretto il recepimento della Direttiva (Ue) 2019/904, nota come Single-Use Plastics (Sup), e contestando anche una violazione delle regole sulla trasparenza nel mercato interno.

Secondo l’esecutivo europeo, come si legge in una nota della Commissione, alcune scelte introdotte nella normativa nazionale restringerebbero l’ambito di applicazione della direttiva rispetto al quadro europeo. Tra i principali punti critici segnalati figurano l’introduzione di una soglia minima nella definizione di ‘plastica’, l’esenzione di alcuni prodotti in plastica biodegradabile da specifiche disposizioni e una limitazione della responsabilità estesa dei produttori nella copertura dei costi di raccolta dei rifiuti. Per Bruxelles, tali elementi rischiano di indebolire l’approccio preventivo della direttiva e di favorire una maggiore dispersione nell’ambiente di frammenti plastici persistenti e microplastiche.

Un ulteriore rilievo riguarda il mancato rispetto della Direttiva sulla trasparenza del mercato unico (Ue) 2015/1535: l’Italia avrebbe infatti adottato la normativa di recepimento prima della scadenza del periodo di ‘standstill’ di tre mesi previsto dalla procedura europea di notifica.

La Commissione aveva già inviato una lettera di costituzione in mora nel maggio 2024. Dopo aver esaminato la risposta italiana, Bruxelles ha deciso di procedere con il parere motivato. Roma dispone ora di due mesi per adeguarsi. In caso contrario, il dossier potrebbe essere deferito alla Corte di giustizia dell’Unione europea, con possibili impatti regolatori per filiere industriali e packaging.

 

Torna in cima