Unionplast: tensioni geopolitiche mettono sotto pressione la filiera Ue delle materie plastiche

2026-03-17T10:04:19+01:0017 Marzo 2026 - 10:04|Categorie: Tecnologie|Tag: , , , , , , |

Milano – Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le criticità che interessano uno dei principali snodi del commercio energetico globale stanno generando forti ripercussioni sui mercati di energia e materie prime. L’aumento dei prezzi di petrolio e gas e la crescente volatilità delle commodity stanno infatti incidendo sull’intera filiera europea dei polimeri e delle materie plastiche.

A lanciare l’allarme è Unionplast, che segnala una situazione di emergenza per le imprese della trasformazione: quasi 5mila aziende, oltre 100mila addetti e circa 18 miliardi di euro di fatturato, numeri che raddoppiano considerando le lavorazioni successive alla prima trasformazione. Le aziende segnalano aumenti repentini dei prezzi delle materie prime plastiche, instabilità negli approvvigionamenti e un forte incremento dei costi energetici e logistici. Una situazione che rende sempre più difficile la pianificazione produttiva. Il quadro, stando a Unionplast, è aggravato anche dall’attuazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (Ppwr), che richiederà nei prossimi anni investimenti industriali e adeguamenti tecnologici lungo tutta la filiera.

“Con una volatilità così estrema di materie prime ed energia è inevitabile che gli aumenti vengano trasferiti lungo tutta la catena del valore”, spiega il presidente Unionplast, Massimo Centonze. Le imprese stanno già operando con margini compressi per garantire forniture a settori strategici come infrastrutture, edilizia, agricoltura e sistemi idrici.

 

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