Milano – Durante l’incontro Away 2026, promosso da Centromarca a Milano, è emerso un quadro caratterizzato da una crescita a valore, a fronte di una contrazione dei volumi. Se il 2025 si è chiuso a quota 102 miliardi di euro (+1,5% a valore), il dato preoccupante riguarda la frequenza di consumo: le visite totali segnano un -1,1%, un calo che si accentua al -1,6% se isoliamo il target dei soli consumatori italiani.
Le catene della ristorazione (+1,1%) e la ristorazione di fascia alta (+6,3% nelle visite a cena) mostrano una resilienza superiore rispetto ai format tradizionali. In netta sofferenza risultano i bar diurni (-2,7%) e i bar serali (-2,9%), con crolli verticali per i servizi di asporto e consegna: take away (-4,2%) e food delivery (-4,4%). I baby boomer si confermano il motore del comparto con un solido +3% di crescita nelle visite. Al contrario, la generazione X registra la performance peggiore (-5,6%), schiacciata da una ridefinizione delle priorità di spesa familiare.
Scendendo nel dettaglio delle occasioni di consumo, la colazione si conferma il momento più frequentato con 2,2 miliardi di visite e un valore di 6,3 miliardi di euro. Nonostante un calo delle consumazioni complessive (-1,2%, pari a 4,2 miliardi di atti d’acquisto), lo scontrino medio resta contenuto a 2,9 euro. È il territorio d’elezione dei giovanissimi (+15% di visite), che lo scelgono come rito sociale accessibile. Il 56% dei gestori prevede un ulteriore incremento dello scontrino medio nei prossimi mesi. Il pranzo sviluppa invece un giro d’affari di 27,4 miliardi di euro (1,5 miliardi di visite e 5,5 miliardi di consumazioni). Qui si consuma lo scontro tra pubblici esercizi e Grande Distribuzione, che vede gli acquisti di pasti pronti crescere del 3%.
L’aperitivo è l’occasione che registra la contrazione più marcata: le visite scendono a 506 milioni (-5,8%), con una spesa complessiva di 3,9 miliardi di euro (-6,2% a valore). Lo scontrino medio varia sensibilmente su base geografica: 8,8 euro nel Nord-Ovest contro i 6,9 euro del Sud e delle Isole. Il calo colpisce duramente il comparto alcolico: birra (-6,5%), vino e bollicine (-4,0%), mentre i cocktail tengono meglio (-1,0%). La cena resta l’occasione regina per valore: 37,2 miliardi di euro (+2,0%), con uno scontrino medio di 23,5 euro. Si nota una forte riduzione negli acquisti di impulso come dolci (-11,3%) e alcolici (-4,4%), a favore di piatti unici e bevande analcoliche. Se la ristorazione di fascia alta cresce del 6,3%, i ristoranti di fascia bassa perdono il 16%, a indicare la contrazione dei consumi della classe media, cerca rifugio nel value-for-money delle catene (+8%).
In foto: Francesco Mutti, presidente di Centromarca