Milano – Nei primi tre mesi del 2026 frena il mercato delle fusioni e acquisizioni. Rispetto al primo trimestre dello scorso anno il settore M&A registra un calo del 45% in termini di controvalore e del 25% in termini di volumi, si legge sul Sole 24 Ore. Ad oggi si sono concluse 311 operazioni (414 nel 2025) per un controvalore di 9 miliardi di euro (erano 16,7 miliardi nello stesso periodo dello scorso anno).
“Il 2026 – spiega Max Fiani, partner Kpmg e curatore del rapporto – si era aperto sotto i migliori auspici, in un contesto di inflazione e tassi calanti e motivate aspettative per una definitiva risoluzione del conflitto fra Russia ed Ucraina. I mercati borsistici registravano nuovi massimi, scontando, positivamente, utili aziendali in crescita e gli effetti dei crescenti investimenti in AI. Dal 28 febbraio, con l’avvio degli attacchi coordinati da Usa-Israele sull’Iran, il quadro geopolitico è profondamente cambiato e la sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz sta impattando non solo sui costi dell’energia, a livello globale, ma anche sulle aspettative inflazionistiche, in forte ripresa, e sulla crescita economica per il 2026, rivista al ribasso. Difficile oggi, fare previsioni macroeconomiche, fino a che non sarà più chiara la prevedibile durata di questo nuovo conflitto, che ha ampie ripercussioni non solo sul Medio Oriente”.
Tre le operazioni nel settore food, da segnalare l’acquisizione da parte del fondo di Andrea Bonomi, Investindustrial, della società quotata statunitense ThreeHouse Foods, specializzata nella produzione e distribuzione di prodotti alimentari Mdd in Nord America, per un investimento pari a poco più di un miliardo di euro.
A livello settoriale, l’85% dei controvalori registrati nel primo trimestre dell’anno sono rappresentati dal telecommunication, media&tech con 3,8 miliardi, dall’industrial markets con 2,5 miliardi di euro e dal consumer markets con 1,4 miliardi.
Per il 2026 sul mercato italiano sono state annunciate operazioni per oltre 40 miliardi di euro in diversi settori.