Milano – Dopo la pubblicazione dei dati relativi al 2025 (leggi qui), il 31 marzo il titolo di NewPrinces ha registrato un incremento dell’8,45% alla Borsa di Milano con un valore di 20,8 euro per azione. Nelle giornate successive, però, ha perso quasi il 28% del suo valore: il 20% l’1 aprile e il 7,47% il 2 aprile, chiudendo a 15,36 euro, ovvero al valore di un anno fa. Gli scambi sono stati molto superiori alle precedenti settimane, con volumi in media dieci volte più alti. Ricordiamo che anche all’indomani della notizia dell’acquisizione di Carrefour Italia (25 luglio) il titolo aveva sofferto, cedendo il 9,35% a fine giornata, con picchi anche del -15%, per poi recuperare tutto il giorno successivo.
L’andamento anomalo del titolo ha indotto ieri la società a diffondere un comunicato per rassicurare gli azionisti: “Il management di NewPrinces”, si legge, “rende noto che non sussiste, alla data odierna, alcuna informazione privilegiata, notizia rilevante o fatto straordinario di natura negativa idoneo a giustificare il recente andamento del titolo azionario. La Società intende con il presente comunicato tutelare i propri azionisti da dinamiche speculative estranee ai fondamentali aziendali“.
“La Società”, continua la nota, “dichiara che, alla data del presente comunicato, non vi sono informazioni privilegiate ai sensi dell’art. 7 del Regolamento (UE) n. 596/2014 (MAR) che non siano state portate a conoscenza del pubblico, né eventi straordinari, cambiamenti di governance, revisioni della guidance o operazioni straordinarie in corso di definizione che possano giustificare le fluttuazioni di prezzo registrate. La Società monitora con attenzione l’andamento del titolo e ha segnalato alle competenti Autorità (Borsa Italiana e Consob) le anomalie riscontrate nei volumi e nei prezzi delle sedute recenti, riservandosi di adottare ogni ulteriore iniziativa a tutela degli azionisti e del mercato”.
Il Sole 24 Ore riporta la presenza dell’hedge fund americano Two Sigma Investments, che ha aperto una posizione netta corta pari allo 0,5% del capitale il 23 marzo. Ma potrebbero esserci anche altri fondi attivi con vendite allo scoperto: l’obbligo di comunicazione alla Consob è prevista solo in caso di quota pari almeno allo 0,5%.