Milano – A quasi un mese dall’escalation in Medio Oriente, Assitol, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, esprime preoccupazione per l’impatto di guerra e rincari sull’industria agroalimentare, già provata da Covid e conflitto in Ucraina. Costi energetici alle stelle, aumenti dei noli e difficoltà logistiche mettono a rischio la programmazione aziendale e la sicurezza degli approvvigionamenti. “Il blocco dello Stretto di Hormutz non incide solo su gas e petrolio, ma sulla tenuta dell’industria e del carrello della spesa”, sottolinea Andrea Carrassi, direttore generale Assitol. L’associazione rappresenta settori diversificati, dagli oli d’oliva ai condimenti, dalle farine gluten-free al biodiesel. Assitol invita il Governo a misure concrete, come il credito d’imposta sulle spese energetiche, e chiede al settore agroalimentare di fare squadra. Inoltre, evidenzia la necessità di strategie di medio-lungo termine per rafforzare la food security, rendere il sistema produttivo più autosufficiente e competitivo, e affrontare insieme sfide logistiche e di approvvigionamento a livello europeo.