Milano – Nel 2026 accelera l’espansione delle catene di Gd/Do. Secondo le stime del Centro studi Confimprese, realizzate con Global Strategy, sono previste quasi 6mila nuove aperture e almeno 35mila nuovi posti di lavoro. Si tratta del dato migliore dal 2019, con una crescita del 6% rispetto al 2025. L’indagine, condotta sulle aziende associate, evidenzia come il 97% delle insegne preveda nuovi punti vendita, con una dinamica particolarmente sostenuta nel cosiddetto ‘altro retail’ (elettronica, palestre, cura della persona, arredamento, telecomunicazioni e librerie).
Cresce però anche l’impatto della debolezza dei consumi: il 60% delle aziende dichiara effetti negativi sui piani di sviluppo (era il 50% nel 2025). Il settore più in difficoltà resta il fashion, dove l’80% delle imprese prevede chiusure, contro il 25% della ristorazione. Pesano l’incertezza geopolitica, la prudenza delle famiglie nei consumi e la carenza strutturale di circa 10mila addetti. Il comparto più dinamico è quello dell’altro retail, con circa 2.900 aperture, seguito dalla ristorazione (oltre 1.700) e dall’abbigliamento (circa 1.300). Le location preferite restano i centri commerciali, seguiti dalle vie dello shopping e dalle principali aree urbane.
Le chiusure previste restano limitate perché le aziende preferiscono fare interventi di refitting per ammodernare e rinnovare i punti vendita. L’obiettivo è creare negozi sempre più orientati all’esperienza del cliente, con nuovi servizi e una maggiore integrazione tra fisico e digitale in ottica omnicanale. Tra le insegne più attive figurano Gruppo Teddy, Burger King, Facile.it, Arcaplanet e Vision Group.