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Cresce il fatturato dei distretti agroalimentari: nel 2025 sfiora i 30 miliardi di euro

2026-06-03T12:14:12+02:003 Giugno 2026 - 12:14|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , |

Roma – La più recente edizione del ‘Monitor dei distretti agroalimentari italiani‘ di Intesa Sanpaolo, che monitora 51 distretti, rileva un giro d’affari di circa 30 miliardi di euro (+4,1%). Dall’analisi, spiega il Sole 24 Ore, emerge che il primo distretto per fatturato in Italia è quello dolciario di Alba e Cuneo con un giro d’affari di 2,6 miliardi (+13,7%). Al secondo posto i vini delle Langhe Roero e Monferrato in Piemonte che, con un fatturato di 1,9 miliardi hanno però riportato un calo dello 0,9%. Di rilievo il risultato registrato dal comparto ortofrutticolo dell’Emilia Romagna colpito da una pesante alluvione nel 2023 e che risulta tra i primi distretti per crescita con 927 milioni di euro (+17,4%).

Risultati molto positivi sono stati messi a segno dal comparto del lattiero caseario trainato dai grandi formaggi duri dell’area padana. Come la Lombardia sud-orientale, quella del Grana Padano (1,2 miliardi, +16,6%), seguita dall’area di Reggio Emilia (284 milioni, +19,6%), da quella di Parma (512 milioni, +10%). La Mozzarella di Bufala campana, con un giro d’affari di 660 milioni (+12,7%) risulta il secondo distretto lattiero caseario italiano.

Molto bene anche la filiera del caffè, confetterie e cioccolato torinese, il cui fatturato ha raggiunto 1,2 miliardi (con un progresso su base annua del 24,5%).

Soffrono due territori chiave del vino italiano: il distretto del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene (1,1 miliardi, -3,1%) e i vini del veronese (1,2 miliardi, -11%).

“I distretti agroalimentari – commenta il direttore della divisione Agribusiness della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Massimiliano Cattozzi – hanno reagito positivamente alle turbolenze dello scenario geopolitico grazie alla qualità dei prodotti e alla forte propensione all’export. Emblematico il rimbalzo del settore dell’ortofrutta dell’Emilia Romagna. Il nostro Istituto è intervenuto nel post alluvione con misure che hanno aiutato le imprese a sospendere i pagamenti dei finanziamenti e consentire loro di gestire al meglio la liquidità. Mentre, in seguito, con la misura Calamità Agribusiness, abbiamo erogato 5 milioni di finanziamenti a fondo perduto per far ripartire la filiera”.

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