Milano – ANCIT, l’Associazione Nazionale dei Conservieri Ittici e delle Tonnare, presenta per la prima volta in Italia il Manifesto di Sostenibilità dell’industria ittica europea, documento promosso da Seafood Europe, l’associazione che rappresenta a livello europeo le industrie di trasformazione e il commercio dei prodotti ittici.
Il Manifesto costituisce una dichiarazione pubblica degli obiettivi che il comparto si pone in materia di sostenibilità e punta a favorire l’adozione di pratiche responsabili lungo l’intera filiera, dalla pesca e acquacoltura alla trasformazione industriale. Il documento ha una duplice funzione: da un lato rappresenta uno strumento di confronto con le istituzioni, dall’altro offre alle aziende una guida per sviluppare strategie condivise in ambito ambientale, sociale ed economico. Articolato in sei capitoli, il Manifesto affronta temi quali il ruolo del pesce in una dieta sana e sostenibile, la pesca responsabile, l’acquacoltura sostenibile, la produzione e trasformazione responsabile, la tutela dei diritti umani e delle comunità coinvolte e la comunicazione trasparente verso i consumatori.
“Il Manifesto rappresenta il concretizzarsi dell’attenzione che da sempre l’industria conserviera ittica italiana dedica alla sostenibilità”, spiega Giovanni Battista Valsecchi, presidente di ANCIT, sottolineando la necessità di coinvolgere tutti gli attori della filiera in un percorso comune di crescita e responsabilità. Tra i temi centrali emerge anche il contributo nutrizionale dei prodotti ittici, considerati un elemento fondamentale di una dieta equilibrata grazie all’apporto di proteine nobili, omega 3, vitamine e minerali. Le conserve ittiche, inoltre, uniscono valore nutrizionale, praticità e riduzione degli sprechi alimentari.
Il settore evidenzia anche importanti progressi sul fronte dell’economia circolare. Nell’industria conserviera gran parte della materia prima viene valorizzata attraverso processi di recupero e riutilizzo, mentre gli imballaggi in acciaio, alluminio e vetro sono completamente riciclabili. Nel 2025 sono state avviate a riciclo oltre 442 mila tonnellate di imballaggi in acciaio, con un tasso di riciclo dell’82,2%, superiore agli obiettivi europei fissati per il 2030.
Sul fronte economico, il comparto ha raggiunto nel 2025 un valore di 2 miliardi e 43 milioni di euro, in crescita del 2,15% rispetto all’anno precedente. A trainare il mercato è il tonno in scatola, che vale 1,683 miliardi di euro (+2%), con una produzione nazionale di oltre 72 mila tonnellate e un export in aumento dell’11,3%. Un risultato che conferma il ruolo strategico del settore e la crescente attenzione dei consumatori verso prodotti che coniugano qualità, praticità e sostenibilità.
(ED)