Milano – Il mercato mondiale delle nocciole si avvicina alla campagna 2026-27 con prospettive ribassiste, sostenute dalle attese di un forte recupero del raccolto in Turchia, primo produttore globale, e da una domanda in rallentamento. La notizia si apprende da Il Sole 24 Ore, che riporta le più recenti analisi di mercato.
Secondo le stime dell’International Nut and Dried Fruit Council (INC), la produzione turca potrebbe superare le 800mila tonnellate nella prossima campagna (+56% rispetto al 2025-26), con ulteriori 150mila tonnellate di scorte iniziali. Il mercato sta già scontando un possibile surplus di offerta: i prezzi delle nocciole turche Levant 11-13 FOB sono scesi dell’11% nelle quattro settimane concluse l’11 giugno, attestandosi a 910 dollari per 100 kg, in calo del 17% su base annua (fonte, Mintec-Expana).
In Italia cresce intanto l’apprensione sui prossimi raccolti di nocciole per gli effetti del caldo, con Lazio e Campania che erano comunque partiti meglio del Piemonte, colpito a marzo da gelate tardive. Come riporta il quotidiano, l’ultima stagione si era chiusa (base Inc) con una produzione nazionale molto al di sotto del potenziale (-50%), in calo del 25% su base annua, in una campagna pregiudicata nei risultati da forti discontinuità climatiche e da fenomeni di cascola diffusi (la caduta anomala di fiori e frutti dalle piante coltivate).
Ferrero, intanto, accelera la diversificazione degli approvvigionamenti, rafforzando gli acquisti da Cile e Stati Uniti, riducendo gli acquisti in Turchia. (ML)