Milano – È stato speso il 98,7% dei 4 miliardi di euro di risorse Pnrr destinate alle filiere agroalimentari. Il target prefissato prevedeva la contrattualizzazione di almeno il 95% entro il 30 giugno 2026. È il Sole 24 Ore a darne notizia, anticipando il bilancio della voce ‘contratti di filiera’ finanziati dal Pnrr, tracciato da Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare vigilato dal ministero dell’Agricoltura.
Si legge sul quotidiano che nel complesso sono stati sottoscritti 221 contratti, che coinvolgono 3.363 beneficiari: “un risultato importante del sistema Paese”, come ha commentato il presidente di ismea, Livio Proietti. La verifica definitiva della Commissione Ue dovrebbe arrivare tra fine agosto e inizio settembre.
I contratti sostenuti dal Pnrr puntano a sviluppare alcune attività di filiera in base a target prefissati. I principali obiettivi sono quelli climatico ambientali, seguiti da quelli relativi all’innovazione e alla digitalizzazione delle imprese. Zootecnia, ortofrutta e vino sono i settori maggiormente sostenuti.
A livello territoriale, la quota più sostanziosa di risorse è stata destinata alla Campania con 93 programmi, 900 milioni di investimenti e 600 di agevolazioni. A seguire l’Emilia Romagna con 84 programmi e investimenti per 808 milioni. Al terzo posto il Veneto con 80 programmi, 583 milioni di investimenti e 326 di agevolazioni. A seguire Puglia (76 programmi), Lombardia (72), Toscana (57) e Lazio (52).
(ET)