Perugia – Giovedì al ministero dello Sviluppo economico si misureranno due strade alternative per la vertenza Perugina. Nestlé propone 360 esuberi tra dimissioni con bonus di 60mila euro, ricollocamenti e contratti part-time. Dall’altra parte, i sindacati chiedono un prolungamento della cassa integrazione. Per ora, fa sapere l’azienda, in 70 hanno accettato la buona uscita da 60mila euro. Alcune imprese locali hanno messo a disposizione 43 contratti a tempo indeterminato per riassumere gli operai (ottenendo da Nestlé 30mila euro per ciascun addetto). Sono disponibili poi 50 posti nella logistica, e sui ricollocamenti si prepara un bando interno. In tutto si arriva a 163, ma ci sono anche 10 posti nello stabilimento Nestlé di Scarperia (Fi) e altri a Benevento. Considerando i 150 full-time ridotti a part-time, “la vertenza Perugina sarebbe chiusa”, scrive il Messaggero.
Vertenza Perugina, incontro al Mise il 15 febbraio
federico2023-06-21T14:48:31+02:0014 Febbraio 2018 - 11:17|Categorie: Dolci&Salati|Tag: Nestlé, perugina|
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