Anuga: il pagellone

2021-10-15T14:58:13+02:0015 Ottobre 2021 - 14:58|Categorie: Aperture del venerdì, in evidenza, Retail|Tag: , , |

I dati ufficiali confermano le difficoltà dell’edizione 2021. Rispetto a quella del 2019 si sono persi il 60% dei visitatori (70mila contro 170mila) e il 40% degli espositori (4.600 contro 7.500).

Sporcizia e dintorni: 5

Quando si chiedono 290 euro al metro quadro (280 se si prenota con largo anticipo) su queste cose non si può scherzare. Ma che figura ha fatto Anuga nel presentare la fiera? Un evento del genere, dopo due anni di blocco dovuto alla pandemia, avrebbe potuto essere accompagnato da un’attenzione spasmodica ai particolari, ad esempio, i dispenser di gel per igienizzare le mani, presenti solo nei bagni. Vale la pena aggiungere che già dal primo giorno si erano formate lunghe code per la verifica del Green Pass. Ma non si poteva aumentare il numero dei controllori?

Le misure di prevenzione: 5

Al momento dell’iscrizione le regole erano chiare. Causa il Coronavirus occorreva attuare tutta una serie di misure di prevenzione. Fra queste: divisori di plexiglas laterali e frontali, divieto assoluto di assaggi, limitazioni nelle altezze degli stand, divieto di sosta davanti agli stand per evitare assembramenti. Pochi giorni prima della fiera le misure sono state improvvisamente annullate. Ma in molti avevano già approntato le soluzioni suggerite. Soldi e tempo buttati via.

Il montaggio degli stand: 4

Confusione, disorganizzazione, caos. Una burocrazia folle e stupida. I cartoni del materiale utilizzato per la realizzazione dello stand di solito vengono smaltiti dalla fiera. Qui no. Bisogna pagare 185 euro per il contenitore. Abbiamo visto gente incazzata che doveva montare lo stand, bloccata dagli addetti perché i codici, forniti da Anuga, non erano validi.

I buyer: 6+

I due giorni clou sono stati lunedì 11 e martedì 12. Per il resto calma piatta. Sabato e domenica, in certi padiglioni, i corridoi e gli stand erano vuoti. “Potevamo portare le carte”, sottolineava fra il divertito e l’incazzato un espositore. Il lunedì e il martedì se ne sono visti abbastanza. Mercoledì è stata invece una giornata soporifera.

Il vuoto oltre lo stand: 4

Una rapida visita ai padiglioni 6 e 9, dedicati alla carne, provocava una tristezza infinita. I grandi player hanno disertato in massa Anuga. Fra questi Jbs e Pini che prima avevano stand king size. Numerosi dunque i vuoti, colmati da sedute e poltroncine di cattivo gusto. Ma non si poteva occupare in toto il 6 e inserire dei divisori sul fondo del 9 – come hanno fatto a Cibus – per limitare l’effetto vuoto pneumatico?

Connettività e le ragazze di Koelnmesse Italia: 7+

Giusto citare anche qualcosa di buono. Il wifi finalmente gratuito e la buona app per i visitatori (facilissimo trovare qualsiasi espositore). Da segnalare inoltre la disponibilità e la gentilezza delle ragazze di Koelnmesse Italia. Sempre pronte a cercare di risolvere i molti problemi che si sono venuti a creare in fiera.

I costi: 4

Che l’affluenza sarebbe stata ridotta si sapeva da tempo. I responsabili della fiera avevano parlato di una diminuzione del 30%. E allora perché far pagare la quota piena? Qualcuno riferisce inoltre di fastidiosi diktat: “Se non vieni a questa edizione di Anuga perdi il diritto al posto”. Messaggi che hanno portato molti indecisi a optare per stand più ridotti. Potremmo aprire inoltre il capitolo dei costi. Il marketing package costava ad esempio 1.030 euro a espositore. A cosa dava diritto? Mistero. Molti a cui l’abbiamo chiesto non hanno saputo rispondere. Genericamente si parlava di inserimento nel catalogo. Ma quest’anno il catalogo generale non è stato stampato. Colpa del Covid, ci hanno detto in sala stampa. Ma per favore… Non parliamo poi delle spese “parallele”: 10 euro a mq per l’illuminazione, tassa spazzatura a 0,60 a mq, 1.000 euro per l’allaccio e il consumo di energia elettrica, l’allaccio idrico e il consumo dell’acqua 500 euro, il parcheggio di un camion 990 euro con 275 euro per l’allaccio di energia elettrica.

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