Beverage, nel 2020 consumi a -8,4%. Assobibe: “Nuove tasse ci toglierebbero ossigeno”

2021-06-24T16:17:41+02:0024 Giugno 2021 - 16:17|Categorie: Beverage, in evidenza|Tag: , , , , |

Roma – La flessione registrata dal mercato italiano delle bevande nel 2020 è da imputarsi soprattutto alle restrizioni che hanno colpito l’Horeca e al calo del turismo. È quanto emerge dai dati di una ricerca Nomisma commissionata da Assobibe, secondo cui i consumi di bevande l’anno scorso sono calati complessivamente dell’8,4%, con inevitabili ripercussioni su un settore che nel nostro Paese conta 3.300 aziende. Dati illustrati nel corso dell’assemblea di Assobibe, che si spiegano in parte con la contrazione della componente ‘out of home’ che, causa Covid, nel 2020 ha fatto segnare un -35% rispetto all’anno precedente, per un corrispettivo di 34,4 miliardi di euro. Da segnalare anche il saldo negativo tra imprese nate e cessate, oltre 13mila in meno, e il crollo dei flussi turistici, con conseguente diminuzione di entrate per l’Horeca. “Ci sono stati ostacoli nuovi, ma questo è un settore che vuole e può rialzarsi, a patto di essere messo nelle condizioni di poterlo fare. Le aziende che oggi abbiamo riunito condividono criticità e obiettivi, e vogliono solo avere modo di lavorare al rilancio del mercato senza nuove tasse sul comparto alimentare”, ha sottolineato il presidente di Assobibe, Giangiacomo Pierini, nel corso dell’assemblea. “A oggi, grazie al fondamentale supporto della filiera e dei sindacati, siamo riusciti a scongiurare un pericolo che costerà alle imprese 320 milioni all’anno, secondo le stime Mef. Chiediamo alla politica certezze, di metterci in condizione di poter immaginare e progettare un futuro. Vogliamo lavorare a strategie condivise per la ripartenza. Se ci vengono tolte le risorse per poterlo fare ci viene tolto l’ossigeno”.

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