Napoli – Coldiretti lancia l’allarme sulle conseguenze del conflitto in Iran da Napoli, dove l’associazione ha riunito 5mila agricoltori e allevatori.
All’incontro al Palapartenope, il presidente Ettore Prandini ha dichiarato: “Dopo gli aumenti dei costi che avevamo avuto con lo scontro bellico fra Russia e Ucraina, quell’aumento non è più rientrato. Oggi registriamo ancora un +46% nel costo dei fertilizzanti rispetto a prima della guerra e un +66% per l’energia. Questo ulteriore scontro bellico rischia di far esplodere nuovamente i costi di gestione per tutta la filiera agricola e agroalimentare”.
“È presto per fare un’analisi precisa di quelle che saranno le variazioni dei flussi economici”, aggiunge il ministro delle Politiche agricole, Francesco Lollobrigida. “L’Iran è certamente un esportatore importante, ma non coinvolge direttamente l’Italia nelle forniture agricole. In alcuni casi siamo noi a esportare verso quelle aree”.
Il tema è che le crisi internazionali mostrano quanto siano fragili le catene globali di approvvigionamento. “Questi eventi – continua Lollobrigida – fanno comprendere quanto siano vulnerabili i sistemi alimentari. Per questo dobbiamo rafforzare il nostro settore agricolo e puntare a essere il più possibile autosufficienti, almeno per quanto riguarda il consumo interno”.