Cun tagli freschi: l’industria cala gli ordini, bollettino invariato. Stabili i mercati europei

2022-09-26T08:39:05+01:0026 Settembre 2022 - 08:39|Categorie: Carni, in evidenza, Salumi|Tag: |

Parma – La seduta del 23 settembre per quotare i tagli freschi è stata più breve e pacifica del previsto. Il risultato, abbastanza inaspettato, è stato quello di una tregua su tutti i tagli. L’industria proponeva un listino invariato con un calo sulla coppa, i macellatori volevano un aumento su prosciutti e triti. Per portarli a casa, però, temevano di dover concedere cali anche su spalle, gola e pancettone. Si è preferito scegliere una linea morbida da entrambe le parti. Cosa è cambiato in questi giorni? Sicuramente sono calati gli ordini da parte dell’industria, che ha drasticamente ridotto le quantità di tagli acquistate. Questo calo si è avvertito soprattutto sulle coppe, considerate insostenibili a questi prezzi (la rifilata fresca è ancora a 6,00 euro/kg). Questa situazione è stata favorita anche dalla disponibilità di merce estera a prezzi più convenienti, visto che in settimana si sono abbassate le quotazioni di alcuni tagli esteri, come le spalle tedesche. Non è neanche da escludere che i macelli stessi abbiano accettato di non aumentare nessun taglio per lanciare un segnale al mondo allevatoriale, che dopo aver portato il vivo Dop pesante a 2,035 euro/kg (leggi qui) inizia a subire la pressione dei clienti, che chiedono uno stop agli aumenti.

Cosa prevedere per le prossime settimane? Sicuramente con macellazioni così basse (148mila la scorsa settimana) è impossibile che le quotazioni dei tagli crollino. Più facile ipotizzare ciò che oggi non si è concretizzato: un calo su coppe, spalle e pancette e un aumento su prosciutti e (soprattutto) triti.

Alcuni allevatori stanno pensando, a questi prezzi, di ripopolare le stalle: questa scelta dovrebbe permettere di riequilibrare la situazione. Certamente, questa crisi non si risolverà in pochi giorni. Il calo delle temperature poi giocherà un ruolo importante per aumentare la resa dei maiali, che durante quest’estate di temperature record hanno faticato a raggiungere pesi significativi.

Il dettaglio:

TAGLIO 16 set 23 set
Coscia fresca per Dop oltre 13 kg 5,74 5,74
Coscia fresca per Dop 11/13 kg 5,20 5,20
Coscia fresca per crudo oltre 12 kg 4,97 4,97
Coscia fresca per crudo 10/12 kg 4,64 4,64
Lombo Bologna 4,70 4,70
Lombo Padova (o Venezia) 4,70 4,70
Busto con coppa e costine 4,70 4,70
Coppa rifilata oltre 2,5 kg 6,00 6,00
Coppa fresca con osso 4,90 4,90
Spalla disossata oltre 5,5 kg 4,37 4,37
Pancettone 2,46 2,46
Pancetta rifilata 4,36 4,36
Gola con cotenna e magro 2,78 2,78
Lardello con cotenna 2,02 2,02
Lardo oltre 3 cm 3,40 3,40
Lardo oltre 4 cm 4,20 4,20
Trito (per salame) 4,51 4,51

Potrebbero passare mesi prima di vedere un calo del prezzo del vivo, ma il bollettino di oggi è un segnale: potremmo essere vicini al limite. Sui mercati europei, i segnali vanno in questa direzione. Il vivo spagnolo è al secondo invariato consecutivo (1,722 euro/kg, Mercolleida), così come l’olandese (1,56 euro/kg, DCA 2.0). Il belga perde 2 centesimi (1,47 euro/kg, Danis). Le carcasse sono tendenzialmente stabili, l’unico piccolo aumento (mezzo centesimo) è di quella francese (2,049 euro/kg, +0,2%, MPB).

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