Bologna – È stato inaugurato, lo scorso 20 aprile, il caseificio della casa circondariale Rocco D’Amato (detta Dozza) di Bologna. Era già stato attivo per un breve periodo nel 2020, producendo mozzarelle. È stato ora ripristinato dall’intervento di Granarolo e convertito alla produzione di caciotte.
Il latte, donato dalla cooperativa di allevatori Granlatte-Granarolo, viene pastorizzato nel vicino stabilimento Granarolo di Via Cadriano e trasportato e lavorato nel caseificio del carcere per avere caciotte di alta qualità, prodotte dai detenuti, remunerati secondo quanto previsto dal contratto nazionale. Al fianco dei detenuti, maestri casari, manutentori, responsabili della sicurezza e della qualità della galassia Granarolo. Quasi da subito, a Granarolo si è affiancata l’associazione Avoc, un gruppo di volontari già operativi a supporto dei detenuti in carcere, che hanno messo a disposizione le loro competenze.
Il progetto del caseificio oggi coinvolge tre detenuti e 11 volontari e una rete di storici clienti Granarolo che si sono messi a disposizione, primi fra tutti Coop Alleanza 3.0 e Camst.
A marzo 2026 sono partite le assunzioni e ad aprile le prime produzioni di caciotte per Coop e Camst. L’auspicio è che accanto a questi canali di distribuzione e agli spacci del fresco Granarolo di via Irnerio e via Cadriano, nascano altri punti vendita.