Roma – Nel mese di luglio, l’indice Fao dei prezzi alimentari è sceso dell’1% a 164,6 punti. Il minimo da settembre 2009. -19% su base annua. Era dal 1999 che non si vedevano nove mesi consecutivi di ribassi. Da una parte si tratta di una buona notizia per i consumatori, soprattutto della fascia più povera, dall’altra l’agricoltura è messa alle strette, con prezzi che scendono addirittura sotto ai costi di produzione. Dei 22 prodotti che fanno parte del paniere del Bloomberg Commodity Index, 18 si trovano nella condizione chiamata “bear market”: in ribasso di almeno il 20% dal più recente picco. Tra queste ci sono diverse “soft commodities”, come zucchero, caffè e soia. Sopravvivono gas, grano, mais e bestiame. In particolare, in luglio, il sottoindice dei latticini ha perso il 7,2%. A -5,5% il prezzo degli oli vegetali, che segue l’andamento negativo del costi dell’olio di palma e di soia. Dopo due anni di ribassi quasi interrotti, invece, aumentano del 2,1% i cereali. E lo zucchero segna +2,5%. Stabili i prezzi delle carni.
Fao: prezzi alimentari in calo da nove mesi. -1% in luglio
Irene2015-08-07T12:41:09+02:007 Agosto 2015 - 12:41|Categorie: Mercato|Tag: Bloomberg Commodity Index, Fao, food index, indice dei prezzi alimentari|
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