Cingoli (Mc) – Fileni, tra i principali operatori nazionali nel settore avicunicolo, chiude il 2025 con un fatturato consolidato pari a 680 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto ai 612 milioni del 2024. I dati, anticipati da Il Sole 24 Ore, evidenziano anche un Ebitda a 35 milioni (da 30 milioni) e un Ebit a 17 milioni.
Il gruppo conferma la centralità del business avicolo, che rappresenta circa l’80% del fatturato, sostenuto dal buon andamento della domanda di carni bianche e dal rafforzamento del posizionamento su prodotti a maggior valore aggiunto. Sul fronte estero, il 10% dei ricavi arriva dai mercati europei, tra cui Germania, Francia, Paesi Bassi, Spagna, Grecia, Portogallo, Repubblica Ceca e Romania.
Positivi i risultati del comparto zootecnico della vendita di mangime a terzi e per il segmento uovo, con un fatturato a +40% sul 2024, e prostettive di espansione nel 2026 grazie all’incremento della capacità produttiva e al rafforzamento degli asset industriali, tra cui la gestione del plant Ovito di Spoleto.
Nel 2025 il gruppo ha investito oltre 20 milioni di euro, nell’ambito di un piano da 200 milioni nel periodo 2021-2025, destinati a efficienza energetica, digitalizzazione, innovazione di processo e benessere animale, con l’adozione, a partire dal 12 maggio 2025, dei criteri dell’European chicken commitment, un insieme di regole concordate a livello europeo con l’obiettivo di migliorare gli standard di allevamento avicolo.
(SP)