Roma – Il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha commentato in queste ore la tregua intercorsa tra Usa e Iran. “Ho trovato vibranti le parole del Papa, l’unico leader mondiale capace di parlare di pace. Difendere il settore primario oggi significa difendere l’economia nazionale e la tenuta sociale dell’Italia. Questa tregua dimostra quanto il sistema sia esposto a shock esterni e quanto sia urgente costruire una vera politica europea di sicurezza alimentare. L’Europa continua invece a dimostrare una pericolosa distanza dalla realtà, incapace di comprendere che il cibo non è una merce qualsiasi, ma un bene strategico su cui si fondano sicurezza, salute e stabilità sociale. Da Bruxelles arrivano risposte lente e spesso scollegate dalle esigenze dei territori. Il cibo è un diritto, non un prodotto su cui fare esperimenti ideologici o operazioni di mercato. Senza agricoltura non c’è sovranità, senza sovranità non c’è futuro. È il momento che l’Europa costruisca un vero piano di difesa del cibo e del sistema agroalimentare, mettendo al centro chi produce e garantisce ogni giorno la sicurezza alimentare dei cittadini”.
Contestualmente, il presidente dell’associazione, Ettore Prandini, spiega: “Ci sono tutti gli elementi per mettere in crisi l’intera economia europea e in particolare la produzione di cibo nel nostro. La riapertura dello Stretto di Hormuz è una notizia positiva che offre un sollievo immediato, ma non può illuderci. Tra tensioni geopolitiche, aumento incontrollato dei costi e fragilità nelle catene di approvvigionamento, il sistema agroalimentare resta sotto una pressione senza precedenti. Se non si interviene subito anche sul capitolo energetico, il rischio è quello di bloccare non solo l’agricoltura, ma l’intero sistema produttivo, dai trasporti alla mobilità. Servono misure concrete e immediate per contenere i costi dell’energia e garantire continuità alle imprese. Il rischio è che interi Paesi possano deflagrare per la mancanza di una visione strategica europea”.