Milano – Continua la crisi del latte, con domanda debole e prezzi in calo. Secondo le rilevazioni di Clal.it, il latte crudo alla stalla in Lombardia, da inizio 2026, è stato mediamente pagato intorno ai 50 centesimi al litro, mentre il latte spot nazionale non è mai salito oltre i 28 centesimi al litro di gennaio. Per questo motivo, nel corso del Consiglio regionale della Lombardia, che si è svolto martedì, sono state approvate alcune mozioni per fare fronte a questa situazione. Le hanno presentate Giovanni Malanchini (Lega), Ivan Rota (Forza Italia), Marcello Ventura (Fratelli d’Italia) e Marco Carra (Pd).
I consiglieri hanno chiesto alla Giunta alcuni precisi impegni. In particolare, l’apertura di un tavolo nazionale che coinvolga tutta la filiera, inclusa la grande distribuzione, per individuare misure di emergenza concrete per garantire i contratti del secondo trimestre e strumenti che garantiscano un prezzo del latte equo e sostenibile.
Tra le proposte approvate figurano inoltre: il rafforzamento dei controlli sulle pratiche commerciali sleali; l’introduzione di strumenti di trasparenza economica; il sostegno a politiche nazionali ed europee per tutelare il comparto: il rafforzamento degli obblighi di tracciabilità̀ e di indicazione dell’origine del latte e dei prodotti lattiero caseari; la promozione, in sede europea e nazionale, del principio di reciprocità̀ effettiva negli standard sanitari, ambientali, sociali e produttivi sui prodotti lattiero caseari importati.
L’Aula ha approvato anche la mozione con cui si chiedeva l’attivazione di un tavolo regionale permanente con tutti gli attori coinvolti e di un Osservatorio permanente nazionale sui costi di produzione del latte e l’istituzione a livello europeo di una Organizzazione Comune di Mercato (Ocm) per stabilizzare il mercato.