La Gdo alle prese con il concetto di valore e la ricerca delle promo da parte dei clienti

2022-04-22T12:13:20+02:0022 Aprile 2022 - 12:13|Categorie: Il Graffio, in evidenza, Retail|Tag: , |

Di Luigi Rubinelli

Dopo la pandemia, l’invasione russa all’Ucraina ha prodotto una situazione diversa dalle precedenti:

  • mancanza di materie prime (vetro, cartone, carta ecc.),
  • aumento dei costi dell’energia,
  • aumento dei costi della logistica

La situazione sta costringendo le aziende del retail a prendere provvedimenti, nuovi e per molti versi difficili da intraprendere.

I discount stanno aumentando la loro quota di penetrazione con nuovi posizionamenti (basti citare Lidl con il suo: Entri per la convenienza, ritorni per la qualità) incoraggiati da comportamenti di acquisto favorevoli ai prezzi bassi.

La pressione promozionale tradizionale non basta più.

 

Cosa dovrebbe fare il retailer della Gdo?

Due cose soprattutto:

  • Aumentare la frequenza di monitoraggio dei prezzi,
  • Ascoltare con attenzione cosa pensano i clienti.

Non sono possibili i prezzi fuori mercato sulle categorie e i prodotti chiave ad alta visibilità. Soprattutto devono evidenziare la bontà dei prodotti a marchio, in special modo nel mainstream, ma anche nei primi prezzi, per chi li ha, evitando i rincari delle materie prime sui prodotti acquistati (cosa non facilissima).

Gli assortimenti, poi, devono per forza essere semplificati e ristrutturati, forse diminuiti nelle categorie a bassa rotazione, formulando una proposta per il cliente ancora più focalizzata, di valore, soprattutto nelle comunicazioni one-to-one.

Le promozioni devono essere ispirate ai ragionamenti appena fatti, uscendo dalla logica degli anni passati: sempre gli stessi prodotti nelle identiche categorie, facendo capire bene il valore della promozione del prodotto, diversa da quella dello sconto periodico e quasi di routine.

 

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