Roma – “L’aggregazione è la risposta alle sfide globali che la filiera cooperativa è chiamata ad affrontare. Non più solo un’opportunità, ma una necessità strategica“. Con queste parole, Alessandro Mocellin, neopresidente del settore lattiero caseario di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, commenta gli ultimi dati Ismea relativi al comparto. Risulta infatti che le aziende di grandissime dimensioni, con oltre 5mila capi, rappresentano poco meno del 5% del totale ma detengono circa 1/3 dei capi da latte.
“L’aggregazione non va interpretata esclusivamente come una risposta alle esigenze dimensionali del mercato”, spiega Mocellin, “ma anche come la chiave per rafforzare il modello cooperativo in un contesto sempre più competitivo“. “È per questo”, aggiunge, “che da più di due anni stiamo ribadendo la necessità che nell’ambito della prossima programmazione comunitaria venga prevista l’attivazione di una Ocm (Organizzazione Comune di mercato) per il settore latte: solo con interventi settoriali è possibile garantire una più efficiente gestione del prodotto, oltre che dare competitività alle imprese attraverso investimenti in innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale o promozione, che forniscano risposte in linea con il mutato contesto economico e di mercato”.
Sono recenti le operazioni di aggregazione che hanno visto la nascita di Latteria Sudtirol, dalla fusione di Mila – Latte Montagna Alto Adige e Brimi – Centro Latte Bressanone, e la cessione a Granarolo del ramo d’azienda relativo alla produzione e commercializzazione del Consorzio Produttori Latte Maremma.
(ET)