Sospeso l’accordo sul prezzo del latte tra Fattoria Latte Sano e le cooperative agricole. La polemica con Coldiretti Lazio

2026-07-02T10:55:23+02:002 Luglio 2026 - 10:53|Categorie: Formaggi, in evidenza|

Roma – Resta in sospeso, nel Lazio, l’accordo sul prezzo del latte tra Fattoria Latte Sano, che lavora circa 80 milioni di litri di latte, e le cooperative di produttori sue conferenti. Una nota divulgata da Coldiretti Lazio avrebbe spinto i presidenti delle cooperative agricole a non sottoscrivere l’intesa, raggiunta alla fine della scorsa settimana, suscitando una reazione contrariata da parte di Fattoria Latte Sano.

In una nota, l’azienda romana di trasformazione spiega che l’intesa era stata accolta favorevolmente da tutti i presidenti delle Cooperative e che una nota di Coldiretti Lazio e del presidente David Granieri, diffusa poco prima della conclusione della riunione, li ha invece indotti a procrastinare la sottoscrizione dell’accordo, di cui, comunque, nessuna delle parti interessati ha divulgato i contenuti.

Secondo Coldiretti Lazio, “nel Lazio il prezzo del latte alla stalla non può fermarsi al riferimento base definito per il Nord Italia, ma deve tenere conto del differenziale territoriale di almeno 2 centesimi al litro”. L’associazione si riferisce all’accordo sul prezzo del latte sottoscritto al Masaf lo scorso 24 giugno che, come spiegato da Copagri, prevedrebbe per le regioni del Nord Italia una remunerazione di 48 centesimi al litro per i mesi di luglio e agosto, per poi salire a 49 centesimi/litro e 50 nel bimestre novembre-dicembre; prevedrebbe inoltre una remunerazione aggiuntiva per il Centro-Sud a coprire i maggiori costi.

Il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, dichiarava in una nota: “È necessaria una convocazione urgente del tavolo regionale con le principali industrie di settore: Centrale del Latte di Roma e Fattoria Latte Sano, al fine di definire il miglior prezzo possibile per il latte prodotto nella nostra regione, riconoscendo il differenziale Lazio e la dignità del lavoro degli allevatori. Un confronto che dovrà tenere conto del nuovo quadro nazionale e della progressività prevista nei prossimi mesi. Auspichiamo che questa volta Fattoria Latte Sano partecipino al tavolo con proposte realistiche”.  Aggiungeva, inoltre, rivolgendosi alle cooperative: “Non possono accettare un prezzo ancorato al solo riferimento base. Il comparto sta attraversando un periodo delicato, aggravato dalla siccità, dal rincaro energetico e dall’aumento dei costi di produzione. A fronte di spese maggiori, gli allevatori oggi producono molto meno”.

Secondo l’azienda di trasformazione laziale, però, “appare evidente che Coldiretti Lazio sostenga una narrazione errata […] l’Agreement istituzionale è nazionale e non è vincolante per trasformatori e produttori, che possono liberamente aderirvi o meno”. Sottolinea inoltre che l’intesa raggiunta “rappresentava un passo concreto verso la stabilità della filiera, la sostenibilità economica delle aziende agricole e la continuità produttiva dell’intero comparto lattiero‑caseario regionale”.

Fattoria Latte Sano, infine, spiega che fissare un prezzo unico regionale solleva dubbi di compatibilità con la normativa antitrust e che le aziende di trasformazione non possono sostenere costi aggiuntivi non giustificati e fuori dai valori di mercato, pur avendo Latte Sano garantito nell’ultimo anno prezzi alla stalla superiori alla media nazionale. Ha inoltre sottolineato la propria costante partecipazione ai tavoli di lavoro istituzionali, confermando la propria disponibilità a proseguire i lavori del tavolo regionale.

(ET)

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