Oltrepò Pavese, il Consorzio presenta il progetto ‘Montenapoleone’ per valorizzare i vini fermi

2026-07-09T12:51:31+02:009 Luglio 2026 - 12:47|Categorie: in evidenza, Vini|Tag: , , |

Pavia – Il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese avvia una nuova fase del percorso di valorizzazione del territorio con il ‘Progetto Montenapoleone’, che punta a dare un’identità autonoma ai vini fermi dell’area come avvenuto, per le bollicine Metodo classico, attraverso il marchio Classese.

L’idea prevede la costruzione di una piramide di posizionamento per i vini fermi “capace di collocare ogni produzione nella fascia di valore che merita, incidendo così sul valore delle uve di partenza e dei vigneti”, si legge in una nota. Alla base della piramide ci sarebbe l’Igp Pavia, appena sopra i vini dell’Oltrepò Pavese, al vertice i vini premium e oltre. Per questi ultimi il progetto prevede la creazione di una nuova denominazione su misura.

“La necessità di crearne una nuova nasce dal fatto che agire diversamente significherebbe intervenire in modo pesante su molti disciplinari, andando anche a ledere in diversi casi diritti preacquisti e rischiando anni di contenziosi che potrebbero, in ultima analisi, bloccare qualsiasi progetto”, si legge ancora.

Protagonisti i rossi a base di uve autoctone, Croatina e Barbera, affiancati da una tipologia bianca riservata esclusivamente al Riesling Renano. Tra le ipotesi allo studio anche l’eliminazione della tipologia ferma per la Bonarda, che resterebbe nella sola versione frizzante; e la promozione del Pinot Nero rosso a Docg. “In questo contesto troverebbe anche più senso il Buttafuoco, che diventerebbe una nicchia di eccellenza di un progetto di qualità dedicato ai rossi autoctoni fermi del territorio”. La futura Doc potrebbe prevedere anche le menzioni comunali, un limite minimo di altitudine per i vigneti e criteri orientati alla sostenibilità, come l’introduzione di un peso massimo delle bottiglie per ridurre l’impiego di vetro.

“Quanto al nome, dovendo necessariamente trattarsi di un nome storico, legato al territorio, già presente e attestato, oltre che non confondibile con altre denominazioni, la proposta del Consorzio è stata quella di ripescare nella storia gloriosa di questo territorio il Montenapoleone, vino rosso che fino agli anni ‘60 fu tra i più apprezzati insieme a Buttafuoco, Sangue di Giuda e Barbacarlo”, conclude il Consorzio, che punta a portare il progetto all’approvazione dell’assemblea entro febbraio 2027 e avviarne fin da subito la promozione attraverso il marchio collettivo già registrato.

 

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