Parlando di trasparenza e dintorni. Il caso di Bennet.

2021-10-25T22:22:41+01:0025 Ottobre 2021 - 15:25|Categorie: Il Graffio, in evidenza|Tag: , , , |

Di Luigi Rubinelli

Il bilancio di sostenibilità che analizziamo oggi è quello del 2020 di Bennet. Interpellato da Alimentando, Simone Pescatore, direttore marketing e comunicazione del gruppo comasco, spiega: “Il prossimo anno avremo tre obiettivi nel nostro percorso di sostenibilità: la certificazioni da enti terzi, obiettivi sfidanti e dichiarati e maggiore comunicazione a supporto”.

È un modo onesto di progredire, altri gruppi pubblicano un bilancio non certificato e quando facciamo notare che non ci sono certificazioni terze, di parti esterne, fanno spallucce. Bennet dichiara onestamente che quello del 2020 è un passaggio, se proprio volete un rodaggio sulle attività svolte e l’impegno a capire bene come affrontare il risparmio energetico e la produzione di CO2, il vero vulnus delle aziende della Gdo.

È la stessa risposta che aveva dato Marco Porcaro, il fondatore di Cortilia (leggi qui) alle nostre obiezioni sulle certificazioni.

Certo: la sfida è pareggiare i conti con il bilancio di sostenibilità di Esselunga (leggi qui), un esempio per tutto il settore.

Alcune novità

Il bilancio di Bennet presenta diverse novità e azioni intraprese durante la pandemia, vale la pena citare Resto a Casa: “La campagna ‘Resto a Casa con Bennet’ grazie alla quale Bennet ha pensato di omaggiare i clienti con premi digitali per attività di intrattenimento a casa, per aiutarli a superare più serenamente il periodo più difficile della pandemia. Abbiamo coinvolto nell’iniziativa oltre 28mila clienti a cui abbiamo regalato audiolibri per bambini, musica in streaming, app per allenarsi a casa e abbonamenti a riviste online”. Certo, si tratta di marketing ma ben vengano queste iniziative tarate su una clientela e target particolari. Bennet ha tracciato anche un percorso, basandosi sui bisogni delle persone, dei clienti, in linea con il posizionamento dei suoi ipermercati, come ad esempio La Linea Filiera Valore: “La possibilità di seguire il prodotto fin dalla sua origine è un aspetto centrale nel nostro modo di intendere la sostenibilità, per garantire modelli sostenibili di produzione e consumo (obiettivo 12 Onu) e assicurare la salute ed il benessere per tutti e per tutte le età (obiettivo 2 Onu)”.

Nella lettura del bilancio la parte più interessante è quella che riguarda l’analisi di materialità: “Per individuare gli aspetti di sostenibilità più rilevanti per noi e per i nostri stakeholder, abbiamo svolto nel 2019 il processo di ‘Analisi di materialità’ basato sull’insieme dei temi economici, ambientali e sociali definiti dai Gri Standards. Un processo che si articola in più fasi in cui abbiamo coinvolto attivamente sia i membri del nostro management, sia i nostri stakeholder. Nel 2020 sono entrati a far parte del nostro management tre nuove risorse e pertanto l’analisi di materialità è stata aggiornata ampliando il coinvolgimento anche a queste figure. Nella prima fase dell’analisi, delle interviste ad hoc con i diversi referenti aziendali ci hanno permesso di raccogliere informazioni per determinare:

  • gli stakeholder rilevanti, che nutrono un forte interesse nell’attività che svolgiamo e allo stesso tempo esercitano una particolare influenza su Bennet.
  • la valutazione dei temi di sostenibilità rilevanti per il nostro management, attraverso un questionario strutturato costruito secondo gli standard Gri”.

Alcune osservazioni

Le tabelle di comparazione dei vari item degli indicatori Gri sono molto chiare e denunciano la maggior trasparenza possibile da parte dell’azienda. Si tratta di una serie di parametri globalmente riconosciuti che regolano e aiutano aziende, istituzioni e soggetti di ogni genere nell’analisi delle misure dell’impatto ambientale che esercitano sul pianeta. I Gri Standard, ovvero i Global reporting initiative standards, fanno riferimento agli aspetti ambientali, sì, ma anche economici e sociali che ogni attività dovrebbe rispettare per non lasciare un’impronta negativa sull’ecosistema.

E anche questo passaggio manca nei bilanci di sostenibilità di vari gruppi della Gdo.

La questione della trasparenza, i Gri, ma anche le risposte di Simone Pescatore ad Alimentando, sono tutti segnali per giudicare l’onestà intellettuale e la volontà pratica di aprirsi alla società in generale e agli stake hoder in particolare.

In pratica a nostro giudizio Bennet si sta adeguando agli standard delle punte avanzate del mercato.

Prossimo traguardo il bilancio integrato, bilancio economico-finanziario e bilancio di sostenibilità insieme. È uno sforzo organizzativo ed economico non da poco anche per Bennet, un gruppo medio grande, ed è un obiettivo che porterà, almeno su questi argomenti, Bennet in cima alle classifiche della Gdo.

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